A Filandari la centrale delle auto rubate

Il blitz della Polizia scatta grazie al GPS di un'auto sottratta a Napoli. Nel capannone anche una vettura sparita la sera prima a Pizzo. Nei guai il gestore del deposito

Una vera e propria centrale del riciclaggio di veicoli e pezzi di ricambio scoperta e smantellata a Filandari, nel Vibonese, dagli uomini della Polizia di Stato. L’operazione, condotta dagli investigatori della Squadra Mobile con il supporto della Polizia Stradale e della Scientifica, ha portato al sequestro di numerosi componenti di provenienza illecita e alla denuncia a piede libero del gestore del sito.

La pista del GPS porta nel Vibonese

L’input che ha fatto scattare il blitz nella giornata del 13 maggio è arrivato dal segnale di un dispositivo di localizzazione satellitare. Il GPS ha agganciato la posizione di un’autovettura rubata lo scorso 25 aprile a Napoli, localizzandola all’interno di un’area privata adibita a deposito nel comune di Filandari. Giunti sul posto, i poliziotti della Squadra Mobile sono stati raggiunti da un uomo che, avendo la disponibilità esclusiva delle chiavi del cancello d’ingresso e dei locali, si è qualificato come il gestore dell’intera area.

La perquisizione e il ritrovamento

Una volta entrati nel primo capannone, gli agenti hanno scoperto diverse parti meccaniche e di carrozzeria riconducibili proprio all’auto sparita nel capoluogo campano. Di fronte all’incapacità dell’uomo di fornire una documentazione fiscale o d’acquisto che ne giustificasse il possesso, i poliziotti hanno esteso la perquisizione a tutti i capannoni adiacenti e alle aree limitrofe. Il controllo approfondito ha rivelato un giro di ricettazione ben più ampio. All’interno della struttura, infatti, la Polizia ha rinvenuto un’altra vettura, parzialmente cannibalizzata, rubata a Pizzo la sera precedente. Poco distante trovate un’ulteriore scocca già privata di diverse componenti e sei motori di varie marche e cilindrate. Gli accertamenti immediati, svolti sul posto insieme alla Sezione della Polizia Stradale di Vibo Valentia, hanno confermato la provenienza furtiva di almeno uno dei propulsori esaminati.

Sequestro e denuncia

Tutto il materiale d’illecita provenienza accuratamente repertato dal personale del Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica e sottoposto a sequestro preventivo. Al termine delle formalità di rito, per il gestore è scattata la denuncia con l’accusa di ricettazione.

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