Il mare è quello che ci si aspetta da uno degli scorci più belli della costa di Pizzo: azzurro, limpido, quasi invitante. La spiaggia, questa mattina (sabato 5 settembre), appare persino poco affollata. Sarebbe il posto ideale (siamo nei pressi del Lido Isidoro) per godersi gli ultimi scampoli di un’estate ancora rovente, lontano dalla confusione di agosto.
Poi basta guardare a terra per cambiare prospettiva. Rifiuti, sporcizia e una spiaggia che avrebbe bisogno di ben altra attenzione restituiscono l’immagine di un luogo lasciato indietro proprio quando si dovrebbe continuare a investire sulla sua attrattività.
Le foto inviate alla nostra redazione da un bagnante sono più eloquenti di qualsiasi commento. Raccontano una situazione davanti alla quale diventa difficile trovare parole diverse da quelle più semplici: peccato.
La stagione da allungare, ma fino a dove?
Il paradosso è evidente. Da una parte si parla di destagionalizzazione, di una stagione turistica da allungare, della necessità di portare visitatori sulla costa anche oltre il mese di agosto. Dall’altra, però, ci sono luoghi che sembrano comunicare esattamente il contrario. Perché un turista dovrebbe scegliere Lido Isidoro a settembre, se trova una spiaggia sporca e rifiuti dove dovrebbe esserci soltanto il necessario per godersi il mare? Non servono grandi strategie di marketing per spendere e spandere quando poi è la realtà dei luoghi a presentare il conto.
La stagione non si allunga con gli annunci
Lido Isidoro non hanno bisogno di essere venduto come una cartolina. La cartolina, per fortuna, ce l’ha già: è quel mare cristallino che continua a fare il suo lavoro. Il problema è tutto ciò che gli sta intorno. E allora le fotografie non sono soltanto la segnalazione di un bagnante. Sono un piccolo ma significativo promemoria: la stagione turistica non si allunga con gli annunci, ma con la cura quotidiana dei luoghi. E su questo, a Lido Isidoro, come in tante altre zone di Pizzo, c’è ancora molto da fare.




