A Tropea il turismo finisce sotto esame: lavoratori denunciano demansionamenti, paghe basse e straordinari non pagati

La presentazione di “Turismo e Capitale” ha aperto un confronto sulle condizioni di chi lavora nel settore e sugli effetti del modello turistico dominante

Tropea, la città simbolo del turismo calabrese, diventa per una sera il luogo di una discussione che mette in discussione proprio il modello turistico sul quale ha costruito una parte importante della propria immagine. È accaduto ieri sera, a Largo Antico Sedile, dove è stato presentato Turismo e Capitale, volume scritto da più autori e dedicato al rapporto tra sviluppo turistico, economia e lavoro.

Il turismo visto dalla parte di chi lavora

L’iniziativa, promossa non tanto come presentazione commerciale del libro quanto come momento di confronto politico e sindacale, ha avuto il suo passaggio più significativo nelle testimonianze di alcuni lavoratori del settore. Un confronto pubblico che ha portato in piazza una parte del mondo del turismo normalmente meno visibile: quella di chi lavora negli alberghi, nei lidi e nelle altre attività legate alla stagione turistica. Virginia C., già receptionist in diversi hotel di Tropea, e Lorenzo G., già operaio in un lido balneare della costa ionica, hanno raccontato le proprie esperienze, riferendo di demansionamenti, buste paga inferiori ai livelli previsti dalla contrattazione e straordinari non retribuiti. Al dibattito hanno partecipato anche altri lavoratori del comparto e diversi cittadini.

Sono condizioni che, secondo le testimonianze raccolte durante la serata, rischiano di rimanere nascoste dietro i numeri della crescita turistica e la narrazione positiva legata all’aumento delle presenze. Da qui la scelta di portare il tema direttamente nel cuore di Tropea, rivendicando la possibilità per i lavoratori di denunciare pubblicamente ciò che accade nei luoghi di lavoro.

Dalla denuncia alle rivendicazioni

Gli organizzatori hanno parlato della necessità di superare quello che definiscono il “velo dell’omertà e del ricatto occupazionale”, sostenendo che una maggiore organizzazione dei lavoratori possa diventare lo strumento per ottenere più diritti e tutele. Nel corso della serata sono state quindi indicate alcune rivendicazioni: aumenti reali delle retribuzioni, rafforzamento ed estensione della Naspi e delle indennità di malattia, un Ispettorato del Lavoro considerato realmente operativo e controlli più capillari sulle attività.

Tra le proposte anche un sistema di monitoraggio dei turni, la timbratura geolocalizzata collegata all’Ispettorato del Lavoro e un maggiore coinvolgimento dei Comuni attraverso la Polizia locale per verificare la regolarità delle attività economiche.

Un confronto che parte dal libro

Il libro Turismo e Capitale riunisce contributi di Paolo Caputo ed Elisabetta Della Corte, ricercatori e docenti di Sociologia Economica e del Lavoro all’Università della Calabria; di Franco Capalbo, autore di Perché la Calabria non Dovrebbe Campare solo di Turismo; di Domenico Cortese, dottore di ricerca in Filosofia e Storia, militante politico e segretario della Federazione Calabria del Fronte Comunista e di Giuseppe Valentino, segretario generale della Filcams Cgil Calabria.

La presentazione di Tropea ha dunque utilizzato il volume come punto di partenza per un confronto più ampio. Al centro non soltanto la crescita del turismo, ma la domanda su quale lavoro produca e a quali condizioni. Un tema destinato a restare aperto in una regione che continua a puntare sul turismo come uno dei principali motori della propria economia.

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