Addio a Gianni Fanello, il bomber di Pizzo che lasciò il segno nel calcio italiano

Ex attaccante di Catanzaro, Milan e Napoli, aveva 87 anni. Fu protagonista della promozione giallorossa in Serie B e vinse la Coppa Italia con gli azzurri

Si è spento Gianni Fanello, ex attaccante che ha scritto pagine importanti del calcio italiano, lasciando un ricordo indelebile per le sue qualità sportive e per la sua profonda umanità. Originario di Pizzo, era considerato uno dei simboli del calcio calabrese e un motivo di orgoglio per l’intera regione. Nato il 21 febbraio 1939, Fanello mosse i primi passi calcistici nella squadra della sua città prima di affermarsi con il Catanzaro. In maglia giallorossa fu tra i protagonisti della storica promozione in Serie B, contribuendo in maniera determinante con i suoi gol. Le sue prestazioni gli valsero anche la convocazione nella Nazionale Olimpica in occasione dei Giochi di Roma del 1960.

Una carriera tra Serie A e Serie B

Nel corso della sua carriera vestì le maglie di alcune delle società più prestigiose del panorama nazionale, tra cui Milan, Alessandria, Napoli, Catania, Torino e Reggiana. Con il Napoli conquistò la Coppa Italia nella stagione 1961-62, aggiungendo un trofeo importante a un percorso ricco di soddisfazioni. I numeri raccontano una carriera di assoluto rilievo: 80 presenze e 17 reti in Serie A, alle quali si aggiungono 218 presenze e 71 gol in Serie B. Statistiche che testimoniano il valore di un attaccante capace di distinguersi per talento, continuità e spirito di sacrificio.

Il ricordo della famiglia

Oltre ai risultati ottenuti sul campo, Fanello viene ricordato per la sua correttezza, l’eleganza nei comportamenti e l’umiltà che lo hanno accompagnato lungo tutta la vita. La famiglia lo ha salutato definendolo “un campione di sport e umanità”, sottolineando come oggi non venga pianto soltanto un ex calciatore, ma un uomo che ha saputo incarnare valori autentici come bontà, onestà e rispetto.

Con la sua scomparsa il calcio italiano perde uno dei protagonisti di un’epoca che ha contribuito a scrivere la storia del pallone, mentre la Calabria saluta uno dei suoi figli più illustri. (foto web)

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