Alessio Pio, l’ipotesi di una sepsi al vaglio degli esperti. Proseguono indagini e accertamenti della Polizia

L'autopsia è stata eseguita nel pomeriggio di venerdì 24 luglio. La possibile sepsi generalizzata emerge soltanto come indiscrezione investigativa: saranno gli esami dell'Università di Catanzaro a stabilire le cause del decesso

Una possibile sepsi generalizzata come causa della morte del piccolo Alessio Pio. È questa l’indiscrezione che filtra, ma che, allo stato, non trova ancora alcuna conferma ufficiale. Saranno esclusivamente gli accertamenti scientifici in corso a stabilire se il bambino di un anno e mezzo sia stato effettivamente stroncato da un’infezione batterica rapidamente evoluta fino a provocare un quadro setticemico irreversibile.

L’autopsia sul corpo del piccolo è stata eseguita nel pomeriggio di venerdì 24 luglio dalla professoressa Isabella Aquila, direttrice dell’Unità di Medicina legale dell’Azienda ospedaliera universitaria “Renato Dulbecco” di Catanzaro, su disposizione della Procura della Repubblica di Vibo Valentia.

Tutti gli esami nei laboratori dell’Università

Durante l’esame autoptico sono stati effettuati numerosi campionamenti biologici che, in queste ore, vengono analizzati nei laboratori dell’Unità di Microbiologia e Virologia dell’Azienda ospedaliera universitaria di Catanzaro. Saranno proprio queste analisi a individuare l’eventuale agente patogeno e a chiarire se dietro la tragedia vi sia stato un batterio particolarmente aggressivo o un’altra causa.

Fino alla conclusione degli accertamenti, dunque, l’ipotesi della sepsi resta una semplice indiscrezione, seppure ritenuta meritevole di approfondimento dagli investigatori. Ogni conclusione definitiva è rinviata agli esiti degli esami di laboratorio.

La Squadra Mobile ricostruisce ogni fase

Parallelamente agli accertamenti medico-legali, prosegue senza sosta anche il lavoro investigativo della Squadra Mobile della Questura di Vibo Valentia, delegata dalla Procura a ricostruire con precisione ogni fase della vicenda sanitaria che ha preceduto il decesso del bambino. Gli investigatori, dopo la breve sosta per via dei funerali del bimbo che si sono svolti sabato pomeriggio a Zungri, stanno cotinuando a vagliare la documentazione clinica, referti e testimonianze per comprendere l’evoluzione del quadro sanitario del piccolo Alessio e verificare se vi siano elementi utili all’inchiesta.

Il nodo delle dimissioni dal Jazzolino

Uno degli aspetti sui quali si concentra l’attività investigativa riguarda la diagnosi formulata al momento delle dimissioni dall’ospedale “Jazzolino” di Vibo Valentia. L’obiettivo è ricostruire quali fossero le condizioni cliniche del bambino quando lasciò il presidio ospedaliero e come esse si siano evolute nelle ore successive. Così come sarà necessario verificare i protocolli seguiti. Secondo quanto emerso finora, una volta rientrato a casa il quadro sanitario del piccolo avrebbe iniziato a peggiorare progressivamente, fino a rendere necessario un nuovo accesso al Pronto soccorso dello stesso ospedale vibonese.

Da lì, considerata la gravità della situazione, venne disposto il trasferimento d’urgenza all’Azienda ospedaliera universitaria di Catanzaro, dove il piccolo è poi deceduto nonostante ogni tentativo dei sanitari di salvargli la vita.

Attesi gli esiti decisivi

Le risposte più importanti sono ora affidate agli esami microbiologici e istologici in corso. Soltanto i risultati scientifici consentiranno di chiarire se la possibile sepsi, oggi evocata soltanto come indiscrezione investigativa, sia stata realmente la causa del decesso e quale agente patogeno possa aver determinato il drammatico decorso clinico del piccolo Alessio Pio.

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