Attacco ai mezzi dell’Italiana Gas, Ance Vibo: colpire un’impresa significa colpire lavoro, libertà e futuro della Calabria

Domenico Ceravolo esprime la solidarietà dell'associazione a Roberto Rugna e rilancia un appello a istituzioni e sistema produttivo: nessuna assuefazione alla violenza, serve una risposta unitaria

La devastazione dei mezzi dell’Italiana Gas Srl nel cantiere del lungomare di Schiavonea continua a suscitare reazioni nel mondo produttivo calabrese. A prendere posizione è ora Ance Vibo Valentia, che definisce quanto accaduto «un episodio di inaudita gravità» e richiama la necessità di una risposta compatta da parte delle imprese, delle istituzioni e della società civile contro ogni forma di intimidazione.

Il presidente di Ance Vibo Valentia, Domenico Ceravolo, ha espresso, a nome dell’associazione e delle imprese aderenti, “la più convinta solidarietà e vicinanza” al presidente di Ance Calabria, Roberto Rugna, all’Italiana Gas, ai lavoratori dell’azienda e alle loro famiglie.

Un attacco che va oltre la singola azienda

Secondo Ceravolo, la distruzione dei mezzi destinati alla realizzazione di un’opera pubblica non rappresenta soltanto un danno economico per l’impresa, ma un’aggressione ai principi fondamentali della libertà d’impresa.

“Quando la violenza entra in un cantiere e tenta di fermare il lavoro di un’impresa – afferma – viene colpito un principio essenziale: la possibilità di lavorare e fare impresa nella propria terra senza subire intimidazioni o condizionamenti”. Il presidente di Ance Vibo evidenzia inoltre come l’episodio abbia preso di mira una realtà imprenditoriale presente sul territorio da quasi quarant’anni, impegnata nella realizzazione di infrastrutture e opere pubbliche che contribuiscono alla crescita delle comunità locali.

La violenza non può diventare un rischio normale

Per Ceravolo il fatto impone una riflessione che supera i confini della singola vicenda aziendale. Il presidente dell’associazione respinge con decisione qualsiasi forma di assuefazione agli episodi intimidatori. “Non possiamo considerare questi fatti un rischio ordinario del fare impresa in Calabria. Accettare anche solo culturalmente questa idea significherebbe rassegnarsi a una regione nella quale chi crea lavoro e sviluppo debba mettere in conto un prezzo ulteriore per esercitare un diritto fondamentale”.

Secondo Ance Vibo Valentia, ogni cantiere colpito, ogni imprenditore intimidito e ogni mezzo distrutto finiscono per scoraggiare gli investimenti, indebolire la fiducia degli operatori economici e compromettere le prospettive occupazionali e di sviluppo del territorio.

L’appello a imprese e istituzioni

Nel suo intervento Ceravolo ribadisce la vicinanza personale e istituzionale a Roberto Rugna, sottolineando come la volontà annunciata dal presidente di Ance Calabria di proseguire negli investimenti rappresenti «la risposta più forte e più dignitosa» nei confronti di chi tenta di condizionare l’attività economica attraverso la violenza. Da qui l’invito a fare quadrato attorno all’Italiana Gas e, più in generale, alle imprese che operano nel rispetto delle regole, coinvolgendo l’intero sistema Ance e tutta la parte sana del tessuto produttivo calabrese.

Fiducia nelle indagini e nella risposta dello Stato

Ance Vibo Valentia esprime piena fiducia nell’operato delle Forze dell’Ordine e della Magistratura, auspicando che venga fatta rapidamente luce sull’accaduto, individuando responsabili, movente e finalità dell’azione criminale. Accanto all’azione investigativa, però, Ceravolo richiama anche la necessità di una reazione civile condivisa, nella quale istituzioni, associazioni di categoria, imprese e cittadini manifestino con chiarezza il proprio sostegno alla legalità.

“La Calabria – conclude il presidente di Ance Vibo Valentia – non può consentire che la paura condizioni chi decide di investire, assumere personale, aprire un cantiere o partecipare alla realizzazione di opere pubbliche. Saremo sempre al fianco delle imprese che lavorano nel rispetto delle regole. Chi pensa di fermare lo sviluppo attraverso la violenza troverà un sistema imprenditoriale unito, consapevole e determinato a non arretrare”.

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