Autovelox illegittimi, il giudice di pace di Trebisacce annulla i verbali del Comune di Villapiana

L'avvocata Denise Errigo: basta fare cassa sulla pelle degli automobilisti con dispositivi privi di requisiti di legge

In totale accoglimento dell’opposizione proposta dall’avvocata Denise Errigo, del Foro di Crotone, nell’interesse di un proprio assistito, il giudice di pace di Trebisacce ha disposto l’annullamento di ben tre verbali di contestazione per violazione dei limiti di velocità elevati dalla Polizia Locale del Comune di Villapiana. Con la medesima sentenza, l’amministrazione comunale è stata inoltre condannata al pagamento delle spese di giudizio.

La vicenda traeva origine da una serie di sanzioni elevate dalla Polizia Locale del Comune di Villapiana tramite il sistema di rilevazione della velocità media a postazione fissa denominato “Celeritas EVO 1506”, installato sulla S.S. 106 Jonica in direzione Reggio Calabria. Nel corso del giudizio, l’amministrazione comunale si era costituita formalmente, fondando la difesa sull’assoluta legittimità e la correttezza della segnaletica stradale e delle metodiche di accertamento remoto, rigettando le doglianze difensive come “generiche e pretestuose” e giungendo a richiedere, in via subordinata, la compensazione delle spese legali per via di presunti contrasti giurisprudenziali.

Tuttavia, l’impianto argomentativo della memoria difensiva del Comune è stato completamente disatteso e superato dalle precise ed efficaci eccezioni sollevate dall’avvocata Denise Errigo. Il giudice di pace ha sposato integralmente le tesi del ricorrente, sancendo la nullità insanabile dei tre provvedimenti sanzionatori. A conferma del totale accoglimento delle tesi dell’avvocata Errigo e della rilevata illegittimità dell’operato della Pubblica Amministrazione, il magistrato non ha concesso alcuna attenuante al Comune: l’amministrazione di Villapiana è stata infatti categoricamente condannata al pagamento delle spese di lite, respingendo la richiesta di compensazione avanzata dall’Ente e riaffermando il principio di responsabilità per i costi del giudizio.

La giurisprudenza

La decisione si inserisce nel solco della più recente e rigorosa giurisprudenza di legittimità, confermando un principio fondamentale: i dispositivi di rilevazione elettronica della velocità non possono essere utilizzati come meri strumenti di prelievo fiscale forzoso a danno degli automobilisti, laddove risultino privi delle stringenti caratteristiche tecniche e delle procedure di omologazione e approvazione tassativamente previste dalla normativa vigente.

Autovelox non a norma

“Questa sentenza rappresenta l’ennesima conferma che troppi Comuni continuano a ‘fare cassa’ utilizzando autovelox non a norma”, dichiara l’avvocata Denise Errigo. “La sicurezza stradale è un valore primario che si garantisce con la prevenzione e la trasparenza, non certo installando dispositivi privi delle piene certificazioni legali. I cittadini hanno il diritto di pretendere che la Pubblica Amministrazione operi nel rispetto assoluto delle regole, prima di pretendere il rispetto delle medesime da parte degli utenti della strada.” Lo studio legale esprime profonda soddisfazione per l’esito del giudizio, che tutela il diritto alla legittimità dell’azione amministrativa e ripristina la legalità violata dall’adozione di provvedimenti sanzionatori seriali basati su apparecchiature non conformi.

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