Buona sanità anche a Vibo, professionalità e umanità nel reparto Dialisi

Una bella storia che suona come un monito nei confronti di quanti si scagliano contro i medici e di quei sanitari che trattano i pazienti senza alcun rispetto

La buona sanità non passa solo attraverso disponibilità di posti letto, reparti ben organizzati, medici e infermieri al completo o di strutture ospedaliere accoglienti. Ma, in primo luogo, attraverso la passione di assistere pazienti, la capacità di fornire loro cure e all’occorrenza anche conforto. Insomma tutto quello che richiede la missione di un medico che vive notte e giorno in corsia.
E quanto riferiscono stamane familiari di una paziente, attraverso le colonne del Quotidiano della Calabria, è la dimostrazione che professionalità, disponibilità e umanità possono contribuire, e non poco, a sollevare le sorti dell’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia.
La bella storia, perché questa è una bella storia, nasce nel reparto di Dialisi, da alcuni anni guidato dalla dottoressa Ivania Figliano. In silenzio, tra mille difficoltà (perché ad onore del vero non mancano) la sua équipe è stata “insignita” da una “onorificenza” che non è arrivata né dall’Azienda sanitaria (dove in genere si pensa a ben altro) ma direttamente dai familiari di un paziente. Hanno avuto parole importanti che gratificano gli operatori sanitari per avere curato e dializzato con metodi alternativi la loro congiunta.
I complimenti sono andati alle dottoresse Ivania Figliano e Tiziana Sacco, ai dottori Domenico Tramontana, Giuseppe Ascoli, Giuseppe Natale e Nazareno Carullo. <Non possiamo fare altro che ringraziare l’intero staff medico per la professionalità, l’umanità, l’accoglienza e l’accuratezza dedicata in questo caso da una persona della nostra famiglia. Una stima forte – si legge ancora nella lettera indirizzata all’intero reparto Dialisi – a chi l’ha costantemente seguito. Avendo potuto toccare con mano tale esperienza possiamo affermare che il reparto Dialisi dello Jazzolino potrebbe davvero essere il fiore all’occhiello della Calabria, soprattutto come professionalità>.
In particolare nella lettera si legge che <nel periodo di ricovero presso il reparto di Malattie infettive della loro congiunta furono proprio la dottoressa Figliano e il dottor Tramontana, accorgendosi che la paziente non reggeva più l’emodialisi, a consigliare di proseguire tale percorso in dialisi peritoneale, dando così maggiore comodità alla degente ed evitandole problemi di riposizionamento>.
La signora Maria Rosa Gentile sta ora seguendo comodamente le sue cure da casa ma con il costante monitoraggio dei medici, quasi come fosse sempre sotto osservazione.
Una storia semplice, ma bella, un esempio, per tutti. Ma anche un monito per chi spesso si scaglia contro i medici e per quei sanitari che trattano i pazienti con arroganza e senza alcun rispetto.

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