Buoni pasto all’Asp di Vibo, accordo storico: riconosciuti arretrati a 187 lavoratori

Previsti fino a 2.250 euro per ciascun dipendente e, entro 90 giorni, un nuovo regolamento aziendale che recepirà i principi stabiliti dalla Cassazione

La Segreteria provinciale degli infermieri Nursing Up di Vibo Valentia esprime “grande soddisfazione” per il raggiungimento di un’intesa definita “di rilevanza storica” con l’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia, al termine di un percorso sindacale e giudiziario avviato per la tutela dei diritti dei lavoratori del comparto sanitario. L’accordo extragiudiziale, sottoscritto il 17 aprile scorso e recepito con la delibera del commissario straordinario n. 221 del 6 maggio 2026, riguarda 187 lavoratori che avevano aderito al ricorso promosso nel 2024 davanti al Giudice del Lavoro per il riconoscimento del diritto al buono pasto. “Grazie all’azione determinata del Nursing Up e alla successiva attività di mediazione con l’Asp – si legge nella nota – si è giunti a una soluzione bonaria del caso”.

Cosa è previsto

In base all’intesa raggiunta, l’Asp vibonese riconoscerà ai ricorrenti cinque anni di arretrati a titolo risarcitorio. Ogni lavoratore percepirà fino a un massimo di 2.250 euro, sulla base dell’effettivo servizio svolto nel periodo compreso tra il 2019 e il 2023.

Per il sindacato si tratta di “un risultato significativo che conferma la solidità dell’impostazione della vertenza sindacale”, portata avanti con il supporto del segretario regionale Stefano Sisinni. Nursing Up sottolinea inoltre che, già all’avvio dell’iniziativa nel 2024, “aveva individuato con chiarezza la fondatezza della rivendicazione”, nonostante le critiche ricevute.

Il segretario provinciale Giuseppe Gliozzi e il dirigente sindacale Serafino Pantano, insieme alla Segreteria provinciale, hanno espresso “forte ringraziamento” allo studio legale Baldino di Cosenza, “il cui contributo tecnico-giuridico si è rivelato determinante per il conseguimento del risultato”.

Il ruolo dell’Asp

Il sindacato riconosce altresì “l’impegno istituzionale” del neo commissario straordinario dell’Asp, Vittorio Sestito, che “ha contribuito fattivamente al raggiungimento di un accordo fondato su principi di responsabilità e tutela dell’interesse pubblico, nel rispetto dei diritti dei lavoratori turnisti impegnati in prestazioni superiori alle sei ore”.

Particolarmente rilevante, secondo il Nursing Up, è l’impegno assunto dall’Asp e formalizzato nell’accordo, che prevede entro 90 giorni l’adozione di un nuovo regolamento aziendale sui buoni pasto. Il documento dovrà recepire i principi giuridici sanciti dalla Corte di Cassazione e riconoscere ai lavoratori il diritto al buono pasto ogni volta che la prestazione lavorativa superi le sei ore.

“L’introduzione di questo principio rappresenta un passaggio cruciale e di fondamentale importanza”, evidenzia il sindacato, sottolineando che la nuova disciplina produrrà effetti su tutto il personale avente diritto, compresi i lavoratori ai quali viene già riconosciuto il cosiddetto tempo di “vestizione e passaggio di consegne”.

Il Nursing Up conferma infine il proprio impegno “a vigilare sull’attuazione degli accordi sottoscritti e a proseguire con determinazione nell’azione di tutela dei diritti e della dignità dei professionisti sanitari”.

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