Il consigliere comunale Gregorio Lo Muto, del gruppo “San Gregorio Futura”, interviene sulla vicenda dello spostamento del cannone storico originariamente collocato presso il Monumento ai Caduti di Piazza Duomo e oggi custodito nella Villa Comunale, chiedendo un “approfondimento pubblico sull’iter amministrativo che ha portato al trasferimento del manufatto”. Secondo Lo Muto, la documentazione acquisita attraverso l’accesso agli atti e le informazioni fornite dalla Soprintendenza “pongono alcuni interrogativi che meritano di essere chiariti nell’interesse della comunità”.
Il consigliere spiega di aver “esercitato il diritto di accesso agli atti previsto dall’articolo 43 del Testo unico degli enti locali (D.Lgs. 267/2000)”, ottenendo “dagli uffici comunali la deliberazione della Giunta, la successiva determinazione dell’ufficio competente e una recente relazione riguardante il monumento”. Secondo quanto riferito, “nella documentazione acquisita finora non risulterebbero eventuali autorizzazioni riferibili allo spostamento del cannone”. Parallelamente, Lo Muto ha richiesto e ottenuto “documentazione anche dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, competente per territorio”.
Il cannone parte integrante del Monumento ai Caduti
Secondo il consigliere, “dagli atti trasmessi dalla Soprintendenza emerge che il Monumento ai Caduti di San Gregorio d’Ippona è censito nel Catalogo Generale dei Beni Culturali e che il cannone, pur essendo un elemento mobile, è considerato parte integrante del complesso monumentale. La documentazione evidenzia inoltre che la progettazione e la realizzazione del monumento, avvenute nel 1978, hanno tenuto conto della presenza del manufatto, sia per le dimensioni del basamento sia per la collocazione della stele commemorativa”. Secondo le informazioni acquisite, il pezzo potrebbe essere “riconducibile a un Ordnance QF 6 pounder britannico, utilizzato durante la campagna d’Italia nella Seconda guerra mondiale”.
La risposta della Soprintendenza
Tra gli elementi evidenziati dal consigliere c’è anche la risposta ricevuta dalla Soprintendenza in merito all’esistenza di procedimenti autorizzativi. Nella nota trasmessa a Lo Muto si legge: “Non sussistono agli atti di questa Amministrazione procedimenti abilitativi in corso o conclusi relativamente allo spostamento del cannone e agli interventi sul monumento in discorso”.
Le motivazioni dello spostamento
Lo Muto fa sapere altresì che “la deliberazione della precedente Giunta comunale motivava il trasferimento del manufatto sostenendo: ‘La chiesa è casa di Dio, simbolo della comunità cristiana e prima di tutto un luogo di preghiera, pertanto la presenza di un residuato bellico (cannone) risalente alla seconda guerra mondiale davanti alla Chiesa non è sicuramente un posto ideale'”. Una motivazione che Lo Muto afferma di “comprendere sotto il profilo umano e simbolico”, pur ritenendo che, “trattandosi di un elemento inserito in un complesso monumentale, sarebbe stato opportuno approfondire preventivamente ogni aspetto con gli enti competenti per la tutela”.
Le dichiarazioni del consigliere
“Ho ritenuto doveroso approfondire la vicenda attraverso gli strumenti che la legge mette a disposizione – dichiara Gregorio Lo Muto – perché il ruolo di un consigliere comunale non consiste soltanto nel momento del voto, ma anche nel verificare gli atti, acquisire informazioni e garantire trasparenza ai cittadini”. Il consigliere ricorda inoltre di aver preso atto della bocciatura, da parte del Consiglio comunale del 3 luglio 2026, della mozione relativa allo spostamento del cannone, ma di aver comunque ritenuto necessario approfondire il percorso seguito “nel rispetto del mandato ricevuto dai 167 cittadini” che lo hanno eletto. “Alla luce della documentazione acquisita – aggiunge – resta necessario comprendere quale sia stato l’intero iter amministrativo seguito per arrivare allo spostamento del cannone.”
L’appello per la tutela del bene
Lo Muto precisa che la sua iniziativa “non rappresenta una contrapposizione politica”, ma “nasce dalla volontà di fare chiarezza su un bene che considera parte della memoria storica della comunità”. Il consigliere richiama inoltre l'”obbligo previsto dall’articolo 30 del D.lgs. 42/2004, che impone agli enti pubblici di garantire la sicurezza e la conservazione dei beni culturali di loro appartenenza”. Ricorda infine gli “episodi di vandalismo del 2024, quando il cannone venne imbrattato con vernice spray, vicenda sulla quale aveva già espresso pubblicamente il proprio dissenso”. L’auspicio di Lo Muto è che il manufatto “possa essere adeguatamente valorizzato” e, secondo quanto sostiene il consigliere, “tornare a essere collocato presso il Monumento ai Caduti di Piazza Duomo, luogo che per oltre quarant’anni ne ha rappresentato la sede storica”.



