I ribassi dei carburanti restano contenuti e non rispecchiano il crollo delle quotazioni del petrolio. È la denuncia del Codacons, che parla di “asimmetrie evidenti” nel mercato italiano, sulla base degli ultimi dati diffusi dal Mimit.
Ribassi minimi rispetto al petrolio
Secondo l’associazione dei consumatori, il prezzo medio del gasolio è sceso a 2,103 euro al litro, con una riduzione del 3,7% rispetto al 9 aprile. Ancora più limitato il calo della benzina, che registra un -1,9%, passando da 1,792 a 1,758 euro al litro. Numeri che, sottolinea il Codacons, risultano modesti se confrontati con l’andamento del greggio: il petrolio è infatti sceso da circa 110 a 95 dollari al barile, segnando un calo del 13,6%.
Il nodo della “doppia velocità”
Per il Codacons si tratta dell’ennesima conferma di un meccanismo già noto: i prezzi alla pompa diminuiscono con lentezza rispetto alla rapidità con cui aumentano quando il petrolio sale. Una “doppia velocità” che, secondo l’associazione, comporta un aggravio economico significativo per gli automobilisti e incide anche sui costi di trasporto delle merci, con effetti a catena sull’intero sistema dei prezzi. Il risultato, conclude il Codacons, è un mercato che continua a penalizzare i consumatori, non trasferendo in modo proporzionale i benefici del calo delle materie prime.


