Caso CIS da 3,15 milioni, spuntano le prescrizioni della Soprintendenza. L’opposizione: fermare i lavori. Il sindaco riferisca subito in Consiglio

I consiglieri di minoranza al Comune di Parghelia Vasinton, Ferrazzo e Minieri chiedono chiarezza dopo la nota della SABAP che vieta la demolizione dello storico muro di Via Porto Salvo e impone la tutela delle basole

“Per mesi ci hanno accusato di fare propaganda, ma oggi sono gli atti ufficiali a parlare e a confermare che avevamo ragione”. Si apre così la dura presa di posizione dei consiglieri del gruppo “Guardare al Futuro” dopo la svolta sul progetto CIS da 3,15 milioni di euro destinato al centro storico di Parghelia. “Le nuove carte acquisite incidono in maniera profonda sulle opere previste. Al centro della vicenda ci sono due elementi di particolare rilievo: lo storico muro di Via Porto Salvo e l’insieme delle pavimentazioni e dei manufatti in granito, le cosiddette ‘basole’. È proprio su queste opere che gli atti ufficiali della Soprintendenza ABAP (Prot. 12510-P del 29/09/2026) hanno posto un freno decisivo: divieto tassativo di demolire il muro e obbligo vincolante di conservare e riposizionare alla quota originaria tutti i graniti e le basole storiche”.

Secondo “Guardare al Futuro”, nel corso dell’iter l’amministrazione avrebbe sostenuto davanti alla Soprintendenza che il muro fosse di origine relativamente recente, con una datazione al di sotto della soglia dei settant’anni rilevante ai fini della tutela. “Una ricostruzione contestata in più interventi dal professor Francesco Campennì, docente dell’Università della Calabria e presidente del Centro di Studi storici e sociali, secondo il quale la struttura risalirebbe alla prima metà dell’Ottocento, con fondamenta riconducibili a una fase ancora precedente, tra XVII e XVIII secolo. La SABAP non ha assecondato la ricostruzione del Comune e ha imposto il divieto di demolire, smontare o manomettere il manufatto, trasmettendo gli atti alla Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale (Co.Re.Pa.Cu.), chiamata a pronunciarsi sul suo effettivo valore storico e sull’eventuale abbattimento. Tentare di cancellare manufatti storici in nome di un restyling significa mettere a rischio la memoria materiale di Parghelia, la tutela del paesaggio e l’identità”.

Le contestazioni sull’iter amministrativo e la gara

Per “Guardare al Futuro”, le nuove carte della Soprintendenza rappresentano l’ultimo passaggio di una vicenda sulla quale il gruppo aveva già sollevato numerose questioni. “Già nel novembre 2025 un’interpellanza aveva contestato diversi aspetti della procedura di gara e dell’iter tecnico-amministrativo. Il bando venne successivamente annullato in autotutela con determina n. 215 del 24 dicembre 2025 e la procedura fu riavviata pochi giorni dopo.

L’opposizione aveva inoltre segnalato anomalie nell’Elenco Prezzi e contestato la suddivisione di alcuni incarichi tecnici e il conferimento allo stesso professionista degli incarichi di supporto al RUP e di verifica del progetto esecutivo”. Un altro nodo riguarda l’iter delle autorizzazioni: “Le richieste alla Soprintendenza sarebbero state presentate soltanto nel settembre 2026, quando l’appalto era già stato affidato e il contratto con l’impresa aggiudicataria sottoscritto. Come si può arrivare all’affidamento di un’opera che incide sul patrimonio storico senza avere prima definito il quadro delle autorizzazioni e delle prescrizioni degli organi di tutela?”.

La richiesta di un Consiglio comunale urgente

“Non abbiamo mai chiesto di perdere il finanziamento né siamo mai stati contrari alla riqualificazione del centro storico”, ribadisce il gruppo politico. “Abbiamo chiesto che un’opera da 3,15 milioni di euro fosse progettata e realizzata nel rispetto della legge, dei vincoli e della storia di Parghelia. Avevamo già segnalato che, senza queste garanzie, si sarebbe potuti arrivare esattamente alla situazione che oggi abbiamo davanti”. Alle iniziative del gruppo hanno partecipato anche rappresentanti di Italia Nostra, tra cui l’avvocato Alessandro Caruso Frezza, responsabile di Italia Nostra – Vibo Valentia, e cittadini come il professor Luciano Meligrana, autore del saggio La dignità restituita: Parghelia (1905-1926). Secondo la documentazione, scalinate, dislivelli e cordoli in granito locale lavorato a mano sono parte dell’impianto della ricostruzione post-sismica e non semplici elementi da sostituire.

“Il Comune deve spiegare alla cittadinanza quale sarà il reale assetto dell’intervento, quali opere dovranno essere modificate o stralciate e quali elementi dovranno essere conservati”, insistono dai banchi della minoranza.

“Su un’opera di questa importanza non possono esserci zone d’ombra, né si può procedere come se nulla fosse accaduto. Chi pagherà il conto di eventuali ritardi, modifiche o ulteriori spese che dovessero rendersi necessari a seguito delle prescrizioni della Soprintendenza? Un’opera voluta in questo modo solo dalla maggioranza, con consulenti e tecnici da essa scelti, impone a chi l’ha voluta di assumersi interamente le proprie responsabilità. Chi ha scelto questa strada deve rendersi conto anche del danno che può arrecare alla collettività e deve spiegare come intende farsene carico. Quanto di Parghelia siamo ancora disposti a sacrificare in nome di una certa idea di sviluppo, prima di accorgerci che, a forza di trasformarlo, il territorio che diciamo di amare non existe più?”.

“Il sindaco riferisca”

I consiglieri Daniele Antonello Vasinton, Pasquale Ferrazzo e Fabio Minieri chiedono pertanto al sindaco di riferire immediatamente in Consiglio comunale: “Per mesi ci hanno detto che facevamo propaganda. Noi abbiamo continuato a leggere gli atti, fare domande e presentare interpellanze. Oggi sono arrivati nuovi atti ufficiali che riguardano direttamente alcune delle questioni che avevamo sollevato e che devono essere spiegati alla cittadinanza. Non era immaginazione, né una semplice mossa politica: avevamo posto un problema concreto. Adesso è il momento di fare chiarezza. Il sindaco deve spiegare come intende procedere, come saranno recepite le prescrizioni della Soprintendenza e quali garanzie saranno date sulla tutela del patrimonio storico di Parghelia. Era quello che chiedevamo fin dall’inizio: che un’opera così importante fosse affrontata con trasparenza, nel rispetto delle regole, ascoltando la popolazione e le associazioni del territorio e, soprattutto, senza sacrificare ciò che rende questo paese riconoscibile”.

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