Le ciclovie svolgono un ruolo chiave nel ripensare la mobilità urbana e nel promuovere stili di vita più sostenibili. Rafforzano la resilienza delle città e diffondono un modello di mobilità incentrato sulla bicicletta per gli spostamenti di medio raggio.
È ormai accertato che l’uso regolare della bicicletta riduce l’incidenza di ansia, depressione e patologie respiratorie.
Il PNRR ha destinato risorse anche alla realizzazione di reti ciclabili nelle città italiane; in Calabria, tuttavia, soltanto due città hanno partecipato al bando, a fronte di un marcato deficit infrastrutturale. Per fare un esempio, Padova supera i 99 km di piste ciclabili ogni 100.000 abitanti, mentre Reggio Calabria dispone di circa 3 km ogni 100.000 abitanti.
In un’epoca caratterizzata da overtourism e crisi climatica, il cicloturismo rappresenta una risposta concreta, favorendo una fruizione dei territori più sostenibile, destagionalizzata e decarbonizzata. È una pratica semplice che valorizza ambiente, storia, arte e cultura.
Per raggiungere questi obiettivi è inoltre necessario utilizzare i cosiddetti cool materials, cioè materiali ad alta riflettanza solare, incrementare le superfici verdi, adottare criteri di progettazione bioclimatica e riqualificare gli spazi urbani.
La città dei 15 minuti
Il concetto di “città dei 15 minuti” propone un nuovo modello urbano fondato sulla prossimità, con l’obiettivo di ridurre la congestione del traffico.
L’idea è semplice: ogni cittadino dovrebbe poter raggiungere in un massimo di 15 minuti, a piedi o in bicicletta, tutti i principali servizi essenziali, come:
– luogo di lavoro;
– scuole;
– ospedali;
– negozi;
– servizi quotidiani.
Questo modello si fonda su quattro principi fondamentali:
– Sostenibilità: promuovere forme di mobilità sostenibile riducendo l’utilizzo dell’automobile.
– Inclusività: garantire pari accesso ai servizi per tutti i cittadini.
– Diversità: offrire nei quartieri una gamma ampia di servizi.
– Prossimità: assicurare che tali servizi siano realmente raggiungibili in 15 minuti.
L’applicazione di questi principi porta a ripensare la città come una rete di quartieri completi, capaci di offrire ai residenti tutto ciò che serve per vivere, lavorare e spostarsi.
Le ciclovie nascono da esperienze consolidate nei Paesi del Nord Europa, che hanno sviluppato modelli di mobilità sostenibile utilizzabili anche durante l’inverno: con l’abbigliamento adeguato, infatti, la bicicletta è utilizzata persino in presenza di neve.
Vantaggi
La mobilità dolce produce effetti positivi sia sull’ambiente urbano sia sulla qualità della vita.
Tra i principali benefici figurano quelli legati alla salute: gli spostamenti attivi consentono anche alle persone più sedentarie di raggiungere il livello minimo di attività fisica raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
In Calabria, invece, molti comuni hanno privilegiato l’automobile oppure hanno installato sistemi di bike sharing senza realizzare una rete ciclabile adeguata, limitandone fortemente l’utilità.
È ancora diffusa la convinzione che l’automobile rappresenti il mezzo più rapido negli spostamenti urbani, ma i dati raccontano una realtà diversa: nelle città medio-grandi, spesso 15 minuti non sono sufficienti nemmeno per trovare parcheggio. Una maggiore consapevolezza potrebbe favorire una reale transizione verso forme di mobilità più sostenibili, contribuendo a ridurre traffico e inquinamento.
Tipologie di ciclovie
Uno dei principali ostacoli all’utilizzo della bicicletta è la mancanza di infrastrutture sicure.
Per incentivare gli spostamenti in bicicletta è necessario realizzare percorsi adeguati.
Le principali tipologie sono:
– Piste ciclabili con separazione ottica o corsia, delimitate dalla segnaletica orizzontale e verticale senza separazioni fisiche.
– Percorsi ciclopedonali, generalmente situati in aree verdi interdette al traffico motorizzato.
– Piste ciclabili contigue al marciapiede, ottenute suddividendo il marciapiede in uno spazio per i pedoni e uno per le biciclette.
I materiali più utilizzati nei contesti urbani sono:
– asfalto;
– calcestruzzo drenante;
– mattonelle autobloccanti.
Negli itinerari turistici ed extraurbani sono invece frequenti percorsi in terra battuta o sterrati.
Una pista ciclabile efficace deve garantire:
– visibilità;
– riconoscibilità;
– accessibilità;
– sicurezza, soprattutto per bambini e utenti vulnerabili.
Micromobilità e sicurezza
Negli ultimi anni si è diffusa una nuova forma di mobilità urbana basata sui microveicoli elettrici, come monopattini, hoverboard, segway e monowheel.
Per integrare questi mezzi in modo sicuro è necessario adeguare infrastrutture, regole e comportamenti.
Normativa
La disciplina della micromobilità urbana in Italia è stata introdotta con il cosiddetto Decreto Toninelli, che ha avviato la sperimentazione della circolazione di monopattini elettrici, hoverboard, segway e monoruota previa delibera comunale.
In generale tali mezzi possono circolare:
– sulle piste ciclabili urbane;
– nelle aree pedonali;
– sui percorsi ciclopedonali;
– sulle piste ciclabili in sede propria o su corsia riservata;
– nelle Zone 30.
I veicoli devono essere dotati di illuminazione, segnalatore acustico e, secondo la normativa vigente, di casco, assicurazione e targa nei casi previsti dalla legge. La potenza del motore elettrico non deve superare i 500 Watt.
Nelle ore serali è obbligatorio indossare giubbotto o bretelle retroriflettenti.
Per quanto riguarda i limiti di velocità:
– monoruota, segway e hoverboard: massimo 6 km/h nelle aree urbane;
– monopattini elettrici e biciclette a pedalata assistita: massimo 20 km/h, con ulteriori limitazioni previste dalla normativa e dai regolamenti comunali.
L’autore è responsabile dei concetti espressi. Si è fatto aiutare dall’AI esclusivamente per la correzione tecnica.




