Comune di Serra, la minoranza: il giocattolo si è rotto, la presidenza del Consiglio serve agli equilibri politici

Tassone, Regio e Damiani contestano quella che definiscono una contraddizione dell'amministrazione, chiedendo maggiore coerenza nelle scelte istituzionali

“La coerenza perduta: quando una poltrona diventa una necessità politica”. Così i consiglieri di minoranza del Comune di Serra San Bruno Luigi Tassone, Vito Regio e Vincenzo Damiani, che intervengono sulla recente nomina del presidente del Consiglio comunale, contestando quella che definiscono una contraddizione della maggioranza.

“Cosa è cambiato?”

Nel documento i tre consiglieri ricordano come, negli anni passati, l’attuale gruppo politico oggi alla guida del Comune avesse sostenuto che la figura del presidente del Consiglio comunale fosse “inutile”, “un costo superfluo” e “uno spreco per i cittadini”. “Oggi, improvvisamente, quella stessa carica diventa indispensabile”, affermano, rivolgendo al sindaco una domanda: “Cosa è cambiato? È cambiata una reale esigenza istituzionale oppure è cambiata la necessità di sistemare gli equilibri politici della maggioranza?”. Secondo i firmatari del comunicato, quando una carica definita per anni “inutile” diventa improvvisamente necessaria, “il dubbio che si tratti più di una scelta di convenienza politica che di una vera esigenza amministrativa nasce spontaneo”.

“Nessun attacco personale”

I consiglieri precisano che “alla nuova presidente del Consiglio comunale va il nostro rispetto istituzionale e l’augurio di buon lavoro”, sottolineando che “non è la persona il problema. La critica – spiegano – riguarda invece “la scelta di affidare un ruolo così delicato senza interrogarsi pubblicamente sulla complessità e sul peso delle responsabilità che tale incarico comporta”.

Il ruolo del presidente del Consiglio

Nel comunicato, i componenti dell’opposizione ricordano che il presidente del Consiglio comunale “non è una semplice figura rappresentativa, né una casella da riempire per completare un equilibrio politico”, ma il garante del corretto svolgimento dei lavori consiliari. Secondo Tassone, Regio e Damiani, chi ricopre questo incarico “deve conoscere regolamenti e procedure, garantire i diritti della maggioranza e dell’opposizione e gestire interrogazioni, mozioni, ordini del giorno e tutti gli atti amministrativi che richiedono preparazione e attenzione”.

I tre consiglieri si chiedono inoltre se alla neo presidente sia stato spiegato “fino in fondo quale sarà il peso reale del ruolo”, se sia “consapevole delle responsabilità connesse ai rapporti con gli uffici e alla gestione di procedimenti amministrativi complessi e se sia stata informata del fatto che la precedente amministrazione avrebbe contratto debiti fuori bilancio approvati dal Consiglio comunale dopo la sua elezione”.

Il riferimento ai debiti fuori bilancio

Tassone, Regio e Damiani evidenziano altresì che  un debito fuori bilancio “non è un semplice atto formale da approvare”, ma richiede “un’attenta valutazione della natura della spesa, delle motivazioni che hanno portato alla sua formazione e dell’intero percorso amministrativo che lo ha determinato”. I consiglieri ricordano inoltre che tali atti “possono essere oggetto di controllo da parte degli organi competenti, compresa la Corte dei conti”, che può valutare non solo chi ha originato una spesa, ma anche il ruolo degli organi che hanno partecipato alle decisioni attraverso gli atti consiliari. “Queste non sono responsabilità da prendere alla leggera”, sottolineano.

“Si pensa agli equilibri della maggioranza”

Per i tre esponenti della minoranza, il problema non riguarda la persona chiamata a ricoprire l’incarico, ma chi ha deciso di affidarglielo “senza forse rappresentare fino in fondo la delicatezza della funzione”. Nel comunicato si sostiene inoltre che, mentre vengono distribuiti incarichi e si celebra il prestigio delle cariche di assessore e vicesindaco, resta aperta una domanda politica: “Si sta pensando davvero alla gestione del Comune o soprattutto alla sistemazione degli equilibri della maggioranza?”. Secondo i consiglieri, amministrare significa assumersi responsabilità e affrontare problemi complessi, non limitarsi a ricoprire ruoli.

“Il giocattolo si è rotto”

“È chiaro che questa scelta certifica che ormai il giocattolo si è rotto”. Tassone, Regio e Damiani aggiungono che, a loro avviso, a rendere ancora più evidente questa situazione sarebbe il fatto che “anche alcuni candidati della stessa coalizione, pur non essendo stati eletti, abbiano manifestato contrarietà rispetto a questa scelta, prendendo le distanze da un’impostazione che evidentemente non è stata condivisa da tutti”.

I tre consiglieri ribadiscono infine che “Serra San Bruno non ha bisogno di una politica fatta di equilibri interni e distribuzione di incarichi”, ma di “serietà, competenza, trasparenza e amministratori capaci di mettere i problemi della comunità davanti alle esigenze della maggioranza”, assicurando che la minoranza continuerà a svolgere il proprio ruolo “con responsabilità e attenzione”, vigilando affinché le istituzioni comunali siano “sempre poste al servizio dei cittadini e non degli equilibri politici”.

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