Conservatorio “Fausto Torrefranca”, la musica vibonese incontra le eccellenze del territorio

L'istituto registra il primo diploma di II livello in Maestro Collaboratore e porta le prove d'esame di Organo nello storico Santuario di Pizzo, ampliando le prospettive professionali per gli allievi

Nuovi percorsi accademici, esperienze formative nei luoghi simbolo del patrimonio musicale e un’offerta didattica sempre più orientata alle professioni della musica. È lungo questa direttrice che il Conservatorio Statale di Musica Fausto Torrefranca di Vibo Valentia continua ad investire nella qualità della didattica e nell’ampliamento delle prospettive professionali dei propri allievi, consolidando al tempo stesso il dialogo con il territorio.

In questo percorso si inserisce un importante traguardo raggiunto dall’Istituto con il conferimento del primo Diploma Accademico di II livello in Maestro Collaboratore, conseguito dalla pianista Letizia Sansalone, che ha concluso il biennio con la votazione di 110 e lode, sotto la guida della docente M° Giuliana Giuseppina Pagani.

Una figura professionale sempre più richiesta

Il Biennio di Maestro Collaboratore rappresenta uno dei percorsi di più alta specializzazione dell’offerta formativa del Conservatorio. Si tratta di una figura professionale oggi particolarmente richiesta nel mondo della produzione lirica e musicale contemporanea, chiamata a possedere competenze che spaziano dall’accompagnamento pianistico alla lettura della partitura, dalla concertazione alla tecnica direttoriale, fino alla pratica del basso continuo e alla preparazione musicale delle produzioni operistiche. Un profilo sempre più ricercato nei teatri d’opera, nelle istituzioni AFAM, nelle accademie di perfezionamento e nei principali concorsi internazionali.

“Le istituzioni AFAM hanno oggi il dovere di anticipare i cambiamenti del mondo musicale, costruendo percorsi che offrano agli studenti competenze realmente spendibili. Il Biennio di Maestro Collaboratore nasce da questa convinzione e il conseguimento del primo diploma rappresenta un traguardo che rafforza l’identità del Conservatorio Torrefranca come istituzione capace di innovare la propria offerta formativa senza rinunciare alla qualità della tradizione”, sottolinea il direttore del Conservatorio, M° Francescantonio Pollice.

L’esame di Organo nel Santuario di Pizzo

La crescita dell’offerta formativa passa anche attraverso esperienze didattiche che consentono agli studenti di confrontarsi direttamente con strumenti e luoghi di particolare valore storico e artistico.

Per la prima volta, infatti, l’esame di Organo previsto dal percorso accademico si è svolto presso il Santuario di San Francesco di Paola di Pizzo, dove si è insediata la commissione composta dai docenti Paolo Pollice, Alberto Brigantì e Sergio Coniglio. L’esperienza nasce dal dialogo avviato con il M° Diego Ventura, organista del Santuario di San Francesco di Paola di Pizzo, che ha condiviso con il Conservatorio la volontà di valorizzare il prestigioso organo a canne custodito nella chiesa anche come luogo di formazione per gli studenti del percorso accademico.

Alla consolle si sono alternati gli studenti Alberto Greco, Chiara Pia Maria Restuccia, Andrea Lavorato e Tiziana La Mendola, che hanno sostenuto la prova su uno strumento di particolare pregio storico e artistico. Le loro esecuzioni hanno accompagnato la visita dei numerosi turisti presenti nel Santuario, suscitando interesse e grande apprezzamento.

Verso una collaborazione stabile con il territorio

L’iniziativa apre inoltre la strada a una possibile collaborazione stabile tra il Conservatorio e il Santuario di San Francesco di Paola, nella prospettiva di sviluppare ulteriori attività artistiche e formative legate alla valorizzazione del patrimonio organario del territorio.

“Formare musicisti significa anche offrire loro la possibilità di confrontarsi con strumenti, repertori e contesti che fanno parte della nostra storia musicale. Portare un esame accademico all’interno di un luogo come il Santuario di San Francesco di Paola significa unire la qualità della formazione alla valorizzazione di un patrimonio che appartiene all’intera comunità. È questa l’idea di Conservatorio che stiamo costruendo: un’istituzione aperta, capace di dialogare con il territorio e di trasformare ogni occasione in un’opportunità di crescita per gli studenti e per la comunità stessa”, conclude il direttore Pollice.

Due iniziative che raccontano un Conservatorio in continua evoluzione, capace di ampliare la propria offerta formativa e di trasformare il rapporto con il territorio in un’opportunità concreta di crescita per gli studenti.

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