Contratti pirata e dumping contrattuale, a Vibo il confronto tra esperti: fino a 8mila euro l’anno in meno per i lavoratori

Seminario promosso dall'Ente Bilaterale del Terziario e dei Servizi: al centro la difesa dei diritti, la lotta alla concorrenza sleale e il ruolo della contrattazione collettiva

Contratti pirata, salari ridotti e concorrenza sleale ai danni delle imprese che rispettano le regole. Sono stati questi i temi al centro del seminario “Dumping contrattuale, un fenomeno allarmante per il lavoro e le imprese sane”, promosso dall’Ente Bilaterale del Terziario e dei Servizi di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia in collaborazione con l’Ente Bilaterale Turismo Calabria e il Consiglio provinciale dei Consulenti del Lavoro di Vibo Valentia.

L’incontro, ospitato all’Hotel Cala del Porto di Vibo Marina, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, delle organizzazioni sindacali, del mondo datoriale e professionale per approfondire un fenomeno che continua a incidere negativamente sul mercato del lavoro e sulla competitività delle aziende.

Il rischio dei contratti pirata

Ad aprire e coordinare i lavori è stato il presidente dell’EBT CZ-KR-VV, Fortunato Lo Papa, che ha evidenziato come la diffusione dei cosiddetti contratti pirata rappresenti una minaccia concreta sia per i lavoratori sia per le imprese virtuose. “Parliamo di accordi sottoscritti da organizzazioni scarsamente rappresentative – ha spiegato Lo Papa – che finiscono per comprimere salari e diritti dei lavoratori, creando al tempo stesso una concorrenza sleale nei confronti delle aziende che applicano correttamente i contratti nazionali firmati dalle organizzazioni maggiormente rappresentative”.

Secondo i dati illustrati durante il seminario, un lavoratore al quale viene applicato un contratto pirata può arrivare a percepire mediamente tra i 6mila e gli 8mila euro annui in meno rispetto a chi beneficia dei contratti collettivi sottoscritti dalle principali organizzazioni sindacali e datoriali.

Legalità e contrattazione al centro

Nel corso del confronto è stato ribadito il valore della contrattazione collettiva nazionale come strumento di tutela del lavoro e di equilibrio del mercato. Un sistema che, è stato sottolineato, nasce dal confronto tra le parti sociali e dalla rappresentanza effettiva dei lavoratori. “Le imprese sane – ha affermato Lo Papa – non possono pensare di fare economia riducendo salari e diritti. Esistono altri strumenti per affrontare le difficoltà del mercato senza scaricare i costi sui lavoratori”. Particolare attenzione è stata dedicata anche alle recenti disposizioni normative sul tema del salario equo e della rappresentatività sindacale, con l’auspicio che possano essere rafforzati gli strumenti capaci di premiare le aziende che applicano i contratti leader e investono in welfare aziendale e benessere organizzativo.

Il ruolo degli enti bilaterali

Tra i temi affrontati anche la funzione degli enti bilaterali, considerati un presidio di legalità e un punto di riferimento per lavoratori e imprese.

“L’ente bilaterale – ha concluso Lo Papa – sostiene il reddito, promuove formazione, riqualificazione professionale, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. È uno strumento importante, ma il contrasto al dumping contrattuale richiede l’impegno congiunto di istituzioni, organizzazioni sindacali e associazioni datoriali”.

Tra gli interventi anche quello del presidente di Confcommercio Vibo Valentia, Salvatore Nusdeo, che ha evidenziato il ruolo strategico degli enti bilaterali come luogo di confronto tra rappresentanze datoriali e sindacali. Nusdeo ha puntato l’attenzione sui rischi legati all’applicazione dei contratti pirata, sottolineando come il risparmio ottenuto dall’impresa si traduca spesso in una perdita di tutele per i lavoratori.

Contratti e sostenibilità

Un vantaggio solo apparente, secondo il presidente di Confcommercio, perché al termine del rapporto di lavoro non sono rari i contenziosi che finiscono per imporre all’azienda il pagamento delle somme non riconosciute, spesso aggravate da ulteriori oneri. “Insieme alle organizzazioni sindacali – ha affermato – promuoviamo un contratto che garantisce sostenibilità alle imprese e adeguate tutele ai lavoratori. Un’azienda sana nasce da un progetto imprenditoriale solido e da un corretto rapporto con il personale”

Al seminario sono intervenuti, tra gli altri, il sindaco di Vibo Valentia Vincenzo Romeo, il vicepresidente della Camera di Commercio Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia Antonio Cugliari, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali di categoria e il presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Vibo Valentia Francesco La Piana. Le relazioni tecniche sono state affidate a Giuseppe Buscema della Fondazione Studi del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro e a Giovanni Ferrarelli, direttore di Confcommercio Calabria Centrale.

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