Dal cuore di Pizzo ai cieli d’Italia: Trieste premia Aldo Amabile per una vita di volo e passione negli Airshow accanto alle Frecce Tricolori

Origini calabresi, adozione triestina, una carriera costruita tra lavoro, sport e dedizione. In Comune cerimonia ufficiale con amministratori, familiari e colleghi paramotoristi arrivati per celebrarlo

Trieste ha scelto il suo salotto più elegante per dire grazie a un uomo che, con un motore sulle spalle e il cielo come strada, porta il nome della città in tutta Italia. Nel Salotto Azzurro del Palazzo comunale, il sindaco Roberto Dipiazza ha conferito un riconoscimento ufficiale al paramotorista Aldo Amabile per la sua intensa attività sportiva e per le numerose partecipazioni agli Airshow, spesso in apertura delle esibizioni delle Frecce Tricolori. Un tributo nato dal cuore degli amici Graziella Goitan e Claudio Visintin, portato in Comune grazie ai consiglieri Manuela Declich e Vincenzo Rescigno, e accolto senza esitazioni dal primo cittadino.

Radici forti, ali ancora più grandi

Prima di essere simbolo sportivo triestino, Aldo Amabile è figlio della Calabria, di Pizzo Calabro. È da lì che parte la sua storia: una terra che continua a portare nel cuore e che lui stesso ha voluto citare con orgoglio durante la cerimonia. A vent’anni arriva a Trieste, giovane, con la voglia di lavorare e costruirsi un futuro. Qui mette radici, fonda la propria impresa nel settore dell’idraulica – da cui il soprannome affettuoso “l’idraulico del cielo” – e intreccia una nuova vita fatta di famiglia, amicizie e sport. Ex arbitro di calcio, uomo di grande disciplina e rispetto delle regole, trasforma poi la passione per il volo in qualcosa di concreto, dando vita all’associazione sportiva dilettantistica Team Paramotoristi Audaci, oggi protagonista in manifestazioni aeree in tutta la penisola. Alla cerimonia erano presenti anche il presidente del Consiglio comunale Francesco di Paola Panteca, il consigliere Lorenzo Giorgi, oltre a un folto gruppo di familiari, amici e appassionati di paramotore.

La motivazione ufficiale e le parole che commuovono

Con una pergamena e una medaglia, il sindaco ha voluto fissare nero su bianco il valore sportivo e umano di Amabile: “Ad Aldo Amabile, con stima e apprezzamento per la grande passione per il paramotore, dimostrata nelle sue numerose esibizioni in airshow, anche assieme alla pattuglia nazionale delle Frecce Tricolori”. Poi l’elogio personale di Dipiazza: “Ho conosciuto tante persone meravigliose, ma come lui nessuno. Un esempio di integrità morale, sportiva e di fiducia nel nostro Paese”.

Aldo, visibilmente emozionato, ha ricambiato con parole semplici ma dense di significato: “Trieste mi ha dato tanto e continua a darmi tanto. Mi ha accolto dalla Calabria quando avevo vent’anni, oggi ne ho sessanta. La mia vita è qui. Questo riconoscimento lo condivido con tutti i triestini e con il cuore della mia Calabria”.

I compagni di volo e l’abbraccio della comunità

Accanto a lui, una vera pattuglia di amici e colleghi del cielo: il fratello Rocco, il presidente del volo pilota Fabrizio Lazzasi, il solista Michele Valenti, il gregario destro Fulvio Zaccolo – poliziotto della Stradale – lo stesso Amabile come capo pattuglia, e il presidente del club calabrese a Trieste Andrea Andinero. Presenti quattro piloti del Team Paramotoristi Audaci; assenti per impegni di lavoro il leader Arbeno Vrech e Audace Zero, Simonetta Zanarolla. Tutti, però, idealmente in formazione per applaudire il loro capitano.

Tra racconti di voli mozzafiato, aneddoti di Air Show e sorrisi carichi di emozione, il Salotto Azzurro si è trasformato in una piccola festa popolare, dove si sono intrecciati Calabria e Trieste, passato e presente, sacrificio e passione. Aldo Amabile ha ribadito con fierezza di sentirsi adottato da Trieste e, allo stesso tempo, profondamente legato alle sue origini. Un uomo che non ha mai dimenticato da dove viene, ma che ha saputo far volare alto la città che lo ha accolto. E che oggi, con orgoglio, lo chiama uno dei suoi.

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