La statua di San Francesco di Paola collocata nella nicchia di pietra alla Seggiola di Pizzo è stata danneggiata nella notte appena trascorsa. Un episodio che colpisce non tanto per il valore materiale dell’effigie, quanto per quello simbolico che nel tempo ha assunto per uno dei luoghi più caratteristici della città. A raccontare quanto accaduto è Antonio Montesanti, storico e conoscitore delle tradizioni di Pizzo, che ha affidato a un post la ricostruzione dell’episodio. Secondo quanto riferito, qualcuno avrebbe tentato di portare via la statua dalla nicchia affacciata sul mare. Nel tentativo, l’effigie sarebbe stata strappata con forza e finita in più pezzi.
Una statua diventata parte della Seggiola
I frammenti della statua sono stati successivamente recuperati e consegnati a Montesanti all’interno di una cassetta di polistirolo. Un’immagine che restituisce la dimensione concreta del danneggiamento, ma anche la volontà di non disperdere ciò che quella presenza rappresentava per la comunità. La statua, realizzata a calco con materiale plastico e quindi priva di un particolare valore economico, ha infatti acquisito nel corso degli anni un significato ben più importante del suo valore materiale. San Francesco, rivolto verso il mare, è diventato una presenza familiare per chi vive e frequenta la Seggiola, un luogo nel quale devozione popolare, attività dei pescatori e vita quotidiana si sono intrecciate nel tempo.
Non era dunque semplicemente una statua collocata in una nicchia. Era diventata parte del paesaggio e della memoria di quel tratto di costa, riconoscibile proprio per quella figura affacciata sul mare.
L’obiettivo è ricomporla e riportarla al suo posto
Montesanti ha già annunciato l’intenzione di tentare il recupero dell’effigie, ricomponendo i frammenti. Un intervento che avrebbe soprattutto un valore affettivo e simbolico: restituire alla Seggiola quella presenza che negli anni è entrata nella memoria collettiva.
Le fratture potrebbero non essere completamente nascoste. Potrebbero, anzi, rimanere visibili come testimonianza di quanto accaduto. Una scelta che trasformerebbe le ferite della statua in parte della sua stessa storia. L’auspicio è che, una volta ricomposta, San Francesco di Paola possa tornare nella sua nicchia di pietra, ancora una volta rivolto verso il mare. Esattamente dove per anni è stato visto da pescatori, residenti e visitatori, diventando un piccolo ma significativo simbolo della Seggiola e del rapporto profondo che Pizzo ha sempre avuto con il suo mare.




