La mobilitazione contro la presenza dei depositi di carburante delle società Eni e Meridionale Petroli a Vibo Marina è sempre più accesa. La Sezione di Vibo Valentia di Italia Nostra si è infatti formalmente fatta promotrice della costituzione del “Comitato R.I.R.”, spiegando che “R.I.R.” è sigla che sta per Rischio Incidenti Rilevanti e che il nuovo organismo nasce previa proposta del suo presidente, Alessandro Caruso Frezza, previo deliberato del Consiglio direttivo dell’8 aprile scorso e previo deliberato dell’Assemblea dei soci del 30 maggio.
L’associazione ambientalista ha annunciato che “presto verranno divulgate le finalità puntuali e le schede di adesione per ogni con-cittadino che non volesse subire inerme il rischio di incidenti rilevanti e tutte le conseguenziali privazioni”, a partire dalle limitazioni d’uso di luoghi essenziali del tessuto urbano e sociale della città, “in primis l’uso di luoghi essenziali della propria città, come p.es. la spiaggia e l’accesso al mare sul lungomare Amerigo Vespucci”.
La critica all’Amministrazione comunale e l’alleanza civica
Il lancio del nuovo comitato è accompagnato da una dura presa di posizione nei confronti delle istituzioni locali. Secondo l’associazione, infatti, “l’Amministrazione comunale ha dimostrato in tutti questi mesi di non essere stata capace o abbastanza immune da (legittimi) condizionamenti per difendere e rappresentare i cittadini delle frazioni marine e tutti coloro che vogliono comunque venire a Vibo Marina per fare una vacanza o semplicemente per godersi una serata di divertimento o di relax”.
In questo contesto di fermento civile, Italia Nostra accoglie comunque con favore il fatto che l’esigenza di aggregazione sia emersa spontaneamente sul territorio: “Ben venga, comunque, che già si sia palesata questa esigenza aggregativa cittadina da parte di altri cittadini non facenti parte di Italia Nostra, tanto da aversi una prima manifestazione il prossimo 4 giugno, cui Italia Nostra parteciperà con grande interesse e impegno civico”. Rimarcato inoltre come la natura del sodalizio, essendo “un’associazione apartitica e che, per legge, sia ente esponenziale dell’interesse collettivo diffuso anche in relazione alle problematiche derivanti dai depositi di carburante a Vibo Marina (Eni e Meridionale Petroli), in guisa da potere azionare le istanze di tutela della cittadinanza nei procedimenti amministrativi e nelle sedi giurisdizionali”, non possa che rappresentare un “valore aggiunto ad ogni esigenza aggregativa cittadina, da chiunque proposta”.
Il caso della “carta” non giocata
Il documento ripercorre inoltre i passaggi amministrativi dei mesi scorsi, ricordando che già il 1° settembre Italia Nostra aveva depositato un formale atto di opposizione nell’ambito del procedimento per il rinnovo della concessione alla Meridionale Petroli, facendo presente all’Autorità Portuale “la prevalenza dell’interesse pubblico al godimento, in regime di sicurezza per la salute umana e per l’ambiente, della spiaggia e del mare nonché dei correlativi beni ambientali”. In quell’occasione “fu indicato il preciso quadro normativo che avrebbe consentito all’Autorità Portuale di negare il rinnovo”, ma l’organismo portuale “ignorò del tutto le osservazioni di ITALIA NOSTRA, così come quelle di ogni altro cittadino”.
L’esito dell’iter è definito dall’associazione senza mezzi termini: “L’espediente normativo della concessione provvisoria di 4 anni alla Meridionale Petroli, ciò per allungare i tempi di conclusione del procedimento principale di rinnovo ventennale, e la posizione, suo malgrado, donchisciottesca e grottesca del sindaco, Enzo Romeo, lasciato inerme e da solo da tutto il resto dell’Amministrazione comunale: ufficio legale, dirigenti, assessori e consiglieri, nessuno escluso, tutti trinceratisi dietro un’apparente quanto sterile manifestazione di contrarietà ai depositi costieri, ma senza nessun fattivo e serio contributo”.
Emerge anche un duro retroscena sulla mancata reazione istituzionale: “Neanche la ‘carta’, offerta in tempo utile da Italia Nostra al sindaco, di portare il tutto dinanzi al Consiglio dei Ministri, prima che l’Autorità Portuale giocasse a sua volta la carta furba del rinnovo provvisorio dei 4 anni, fu ‘giocata’ dal sindaco, con tutta l’Amministrazione comunale silente”. Un atteggiamento che, per l’associazione, conferma che “‘il dire ed il fare’ dei rappresentanti politici (nessun colore escluso), in tutti questi mesi, non sono stati altro che una ‘vera e propria presa in giro’ per tutti noi semplici cittadini”.
L’appello alla cittadinanza per il futuro di Vibo Marina
Nonostante l’amarezza per la gestione politica della vicenda, l’associazione rilancia la reazione dal basso: “Ben venga dunque l’iniziativa per il 4 giugno prossimo. Ben venga la più ampia adesione a qualsivoglia serio Comitato cittadino”. Il comunicato si chiude con un appello perentorio alla mobilitazione collettiva: “E’ tempo che i cittadini si riprendano da sé stessi la loro forza anche nei confronti degli apparenti colossi Meridionale Petroli ed Eni, a tutela della qualità della vita e del futuro della frazione marina”.



