Depurazione in Calabria, tre anni di svolta: 38 interventi e 570 milioni per superare i ritardi

Il commissario Antonino Daffinà traccia il bilancio del lavoro avviato dal 2023: “La quasi totalità degli interventi è stata portata alla fase di gara o all’esecuzione dei lavori”. Opere consegnate, cantieri aperti e progettazioni avanzate nei Comuni interessati dalla procedura d’infrazione europea

Definito il triennio della ripartenza per la depurazione nei Comuni calabresi interessati dalla procedura d’infrazione comunitaria. I risultati dell’attività svolta sono stati illustrati nel corso del convegno conclusivo ospitato nella sala Zuccari di Palazzo Giustiniani a Roma, alla presenza del commissario nazionale Fabio Fatuzzo e dei rappresentanti istituzionali coinvolti nel programma di risanamento.

Il lavoro avviato nel 2023 per sbloccare opere ferme da anni

Nel corso dell’incontro, il commissario Fabio Fatuzzo ha ripercorso il percorso avviato nel 2023 insieme ai subcommissari Antonino Daffinà per la Calabria e Salvatore Cordaro per la Sicilia Occidentale, oltre al soggetto attuatore Riccardo Costanza. Al momento dell’insediamento, numerosi interventi risultavano fermi da anni, con progettazioni incomplete, ritardi amministrativi e documentazione non sempre facilmente ricostruibile. La Struttura commissariale ha quindi lavorato per rendere disponibili e finanziabili gli interventi maturi, garantendo il rispetto delle scadenze contrattuali e limitando le proroghe ai soli casi eccezionali.

Daffinà: “La quasi totalità degli interventi è arrivata alla fase di gara o ai lavori”

Per la Calabria, il commissario Antonino Daffinà ha evidenziato il cambiamento registrato in poco più di due anni di attività. “La quasi totalità degli interventi è stata portata alla fase di gara o all’esecuzione dei lavori, per un valore complessivo di circa 350 milioni di euro”, ha spiegato Daffinà. Tra le opere principali rientra il programma relativo a Reggio Calabria, con un valore di circa 145 milioni di euro, destinato a produrre benefici per il capoluogo e per l’intero territorio meridionale.

Interventi finanziati e investimenti per circa 570 milioni

Il programma complessivo affidato alla struttura commissariale conta 38 interventi finanziati: sette già presenti nella delibera Cipe 60/2012 e altri 31 affidati dal Governo con il Dpcm del 30 settembre 2022. L’importo complessivo degli interventi ammonta a circa 570 milioni di euro. A questi si aggiungono 75 milioni di euro ottenuti attraverso risorse del Fondo di Sviluppo e Coesione per completare il maxi-intervento previsto nel Comune di Reggio Calabria e circa 20 milioni di euro, sempre su fondi Fsc, destinati al completamento dei lavori nei centri di Acri, Castrovillari, Motta San Giovanni, Angitola e Mesima, lotto San Calogero.

Cantieri e opere lungo tutta la regione: coinvolta anche Serra San Bruno

Gli interventi interessano numerosi territori calabresi, dal Pollino allo Stretto. Tra gli appalti aggiudicati o in fase di aggiudicazione figurano quelli relativi a Reggio Calabria (lotto Gallico), Crotone (lotto Papanice), Corigliano Rossano per il collettore del nuovo ospedale della Sibaritide, Castrovillari, area del Mesima (lotto San Calogero), Fiumefreddo Bruzio, Acri, Scilla, Rocca di Neto, Serra San Bruno e San Gregorio d’Ippona. Per quanto riguarda i cantieri già avviati, indicati Motta San Giovanni, Angitola (primo lotto), Monasterace, Mormanno, San Giovanni in Fiore, Feroleto Antico e Dinami.

Da Oppido a San Roberto: i primi lavori consegnati

I primi lavori consegnati sono quelli di Oppido Mamertina e San Roberto, con un cronoprogramma previsto di circa due anni. Interventi conclusi o prossimi alla chiusura riguardano anche Belvedere Marittimo e Mongrassano. Daffinà ha espresso gratitudine al commissario Fatuzzo per la collaborazione, al ministro Pichetto Fratin per il sostegno nel reperimento delle risorse, alla Regione Calabria e a Sogesid ed Eutalia per il contributo istituzionale.

Depurazione, ambiente e turismo: l’obiettivo è valorizzare i territori

“Migliorare la depurazione non significa soltanto superare le infrazioni europee – ha ribadito Daffinà – ma accrescere la qualità della vita, tutelare l’ambiente e valorizzare i nostri mari e i nostri territori”. Secondo i dati illustrati, il sistema della depurazione nei Comuni calabresi coinvolti nella procedura d’infrazione comunitaria 2012/2059 rappresenta oggi una macchina operativa capace di fornire risposte sul territorio. L’accelerazione impressa dalla struttura commissariale, grazie alla collaborazione tra istituzioni e soggetti coinvolti, consente ora di guardare al futuro partendo da opere avviate, risorse disponibili e interventi programmati.

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