Distretto del Cibo, il piano di Luisa Caronte: filiere, fondi europei e Contratti di Distretto per rilanciare agricoltura, turismo e sviluppo

Varato il programma strategico: una rete tra imprese, istituzioni, università e ricerca per attrarre risorse nazionali ed europee e trasformare le eccellenze del territorio in crescita economica e occupazionale

Il Distretto del Cibo del Territorio Rurale Vibonese si candida a diventare la cabina di regia dello sviluppo rurale della provincia di Vibo Valentia. Riconosciuto dallo Stato come Distretto del Cibo, l’organismo nasce con l’obiettivo di mettere in rete imprese, enti pubblici, università, centri di ricerca, cooperative e associazioni di categoria per valorizzare le produzioni agricole e agroalimentari, il patrimonio ambientale, il turismo e le identità culturali del territorio.

Costituito come Società Consortile Cooperativa a Responsabilità Limitata, con sede a Filandari, il Distretto è presieduto da Luisa Caronte, che ne è il legale rappresentante e presidente del Consiglio di amministrazione.

Una governance per mettere in rete il territorio

L’obiettivo del Distretto è costruire un sistema territoriale integrato capace di favorire la collaborazione tra il mondo produttivo, le istituzioni e la ricerca, attraverso un’attività permanente di programmazione, coordinamento e sviluppo. La missione è quella di rafforzare le filiere agricole e agroalimentari, promuovere le produzioni di qualità, tutelare l’ambiente e il paesaggio rurale, incentivare innovazione, ricerca e formazione, sostenere il turismo sostenibile e favorire la cooperazione tra imprese e pubbliche amministrazioni.

La visione delineata è quella di un territorio competitivo, innovativo e sostenibile, capace di diventare un modello di riferimento nazionale ed europeo nello sviluppo rurale integrato.

Le filiere strategiche del Vibonese

Il Distretto rappresenta una rete composta da imprese agricole e agroalimentari, cooperative, aziende zootecniche, operatori turistici, enti pubblici, università, centri di ricerca, organizzazioni professionali agricole, associazioni di categoria e istituzioni locali. Tra le produzioni considerate strategiche figurano l’olio extravergine di oliva e l’olivicoltura, la vitivinicoltura, il comparto lattiero-caseario, la ‘nduja di Spilinga, i salumi tipici, la cipolla rossa, l’ortofrutta, i cereali, la zootecnia, l’apicoltura, la pesca e l’acquacoltura.

Particolare attenzione viene inoltre riservata all’agricoltura biologica, alla trasformazione agroalimentare, all’artigianato alimentare, agli agriturismi e all’ospitalità rurale, considerati strumenti essenziali per promuovere l’identità del territorio.

Il Distretto comprende inoltre l’intero patrimonio rurale della provincia di Vibo Valentia, dalla Costa degli Dei all’Altopiano del Monte Poro, dalle Serre Vibonesi ai borghi rurali, fino alle aree interne, ai parchi naturali, ai paesaggi agricoli e al patrimonio storico e culturale delle comunità locali.

Le risorse: dai Contratti di Distretto ai programmi europei

Uno degli aspetti centrali del progetto riguarda la capacità di intercettare risorse finanziarie e trasformarle in investimenti concreti. Il Distretto coordinerà e gestirà i Contratti di Distretto, strumenti di programmazione finanziati dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, destinati a sostenere gli investimenti delle imprese, i progetti di filiera e le iniziative di sviluppo territoriale.

Accanto a questi, il Distretto opererà attraverso i programmi della Regione Calabria, i programmi nazionali e le principali linee di finanziamento dell’Unione Europea.

Tra queste figurano il Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR), destinato alla modernizzazione delle aziende agricole, alla tutela del territorio rurale e all’innovazione del comparto primario, e il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), che finanzia investimenti per la competitività delle imprese, la transizione digitale, l’innovazione e le infrastrutture. La programmazione guarda inoltre ai grandi programmi europei a gestione diretta come Horizon Europe, dedicato alla ricerca scientifica e all’innovazione; LIFE, rivolto ai progetti ambientali e di contrasto ai cambiamenti climatici; Interreg, che sostiene la cooperazione tra territori europei; ed Erasmus+, finalizzato alla formazione, allo sviluppo delle competenze e agli scambi tra imprese, giovani e istituzioni.

Il Distretto prevede inoltre di sviluppare progetti di cooperazione internazionale, incubatori di nuove imprese, piattaforme digitali per le filiere produttive, osservatori economici permanenti, centri servizi per le aziende e laboratori dedicati all’innovazione.

Le ricadute previste per l’economia del territorio

Secondo il programma illustrato, il Distretto punta a generare benefici sotto il profilo economico, occupazionale, sociale, ambientale e turistico. L’obiettivo è favorire nuovi investimenti, aumentare la competitività delle imprese, sostenere la crescita delle esportazioni e promuovere la nascita di nuove attività produttive.

Sul piano occupazionale l’attenzione è rivolta soprattutto ai giovani e alle donne, incentivando la creazione di nuove professionalità e nuove opportunità di lavoro. Il progetto punta inoltre a contrastare lo spopolamento delle aree rurali, rafforzare le comunità locali, valorizzare il capitale umano e promuovere modelli di sviluppo fondati sulla sostenibilità ambientale, sulla tutela della biodiversità e sull’economia circolare. Nel settore turistico il Distretto intende favorire il turismo esperienziale, la valorizzazione dei borghi, delle produzioni enogastronomiche e la destagionalizzazione dei flussi.

Le parole della presidente Luisa Caronte

“Il Distretto del Cibo del Territorio Rurale Vibonese nasce per trasformare le straordinarie risorse del nostro territorio in opportunità concrete di sviluppo. Vogliamo mettere in rete – spiega Luisa Caronte – imprese, istituzioni, ricerca e comunità locali affinché ogni investimento produca crescita, occupazione e valore aggiunto. Il nostro obiettivo è costruire un modello di sviluppo stabile e sostenibile, capace di trattenere i giovani, valorizzare le eccellenze del Vibonese e rendere questo territorio protagonista nella programmazione nazionale ed europea”.

Il Distretto si propone così non soltanto come soggetto attuatore di programmi finanziati, ma come una vera piattaforma di sviluppo territoriale, chiamata a coordinare progettualità, attrarre risorse pubbliche e private e rafforzare la competitività dell’intero sistema economico vibonese.

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