Dottoressa di guardia medica attirata in casa e aggredita: trascinata in una stanza buia cercava di tapparmi la bocca

L'uomo l'aveva chiamata raccontando di avere dolori al petto e delle palpitazioni elevate. La dottoressa ha denunciato tutto ai carabinieri. Immediata la reazione dell'Ordine dei Medici: adesso basta

E’ una denuncia shock quella di una dottoressa di Guardia medica fatta ai carabinieri dopo essere stata attirata in casa per una visita domiciliare e aggredita da un sessantenne. E’ accaduto a Pannaconi, frazione di Cessaniti, in provincia dei Vibo Valentia nella notte tra sabato e domenica scorsi. La giovane dottoressa, originaria di Briatico ma in servizio presso la guardia medica di Cessaniti, intorno alle 23,40 ha ricevuto una telefonata di un uomo che lamentava problemi di respirazione e palpitazioni cardiache piuttosto elevate. <La sua voce – ha raccontato la dottoressa nella sua denuncia ai carabinieri – mi ha allarmata perché lasciava intendere che potesse esserci un infarto in corso. Per capirne di più ho chiesto all’uomo di parlare con la moglie da cui ho appreso anche che l’uomo aveva alzato un pò il gomito, pur non essendo più abituato a bere, e questo mi ha preoccupato ancora di più>.

Da qui la decisione della dottoressa di prendere l’indirizzo e dirigersi subito in auto, accompagnata dalla mamma, verso l’abitazione dell’uomo residente a Pannaconi. <Giunta nell’abitazione – ha detto ancora la dottoressa – ho fatto un pò di anamnesi, chiesto notizie sulle sue condizioni generali, controllati i parametri che però erano nella norma; gli ho dato dei consigli invitandolo, in caso di bisogno, a richiamarmi, e mentre mi stavo dirigendo verso la porta per uscire l’uomo mi ha afferrata da dietro mettendomi la mano sulla bocca trascinandomi dentro una stanza buia. Ho iniziato a urlare reagendo come ho potuto con calci e provando a divincolarmi; a quel punto mi ha lasciato andare>. La giovane dottoressa si è quindi messa subito in macchina e appena allontanatasi ha chiamato i carabinieri che subito sono arrivati sul posto.

Da qui la decisione della dottoressa di prendere l’indirizzo e dirigersi subito in auto, accompagnata dalla mamma, verso l’abitazione dell’uomo residente a Pannaconi. <Giunta nell’abitazione – ha detto ancora la dottoressa – ho fatto un pò di anamnesi, chiesto notizie sulle sue condizioni generali, controllati i parametri che però erano nella norma; gli ho dato dei consigli invitandolo, in caso di bisogno, a richiamarmi, e mentre mi stavo dirigendo verso la porta per uscire l’uomo mi ha afferrata da dietro mettendomi la mano sulla bocca trascinandomi dentro una stanza buia. Ho iniziato a urlare reagendo come ho potuto con calci e provando a divincolarmi; a quel punto mi ha lasciato andare>. La giovane dottoressa si è quindi messa subito in macchina e appena allontanatasi ha chiamato i carabinieri che subito sono arrivati sul posto.

Sull’accaduto immediata la risposta dell’Ordine dei medici con il suo presidente Antonino Maglia. <Quanto accaduto è gravissimo – ha commentato Maglia -. Un episodio che richiede una risposta pronta e adeguata da chi di dovere. Esprimo piena e affettuosa solidarietà mia e di tutto l’Ordine dei medici alla collega e rivolgo un appello pressante alle istituzioni: la situazione è letteralmente insostenibile; dalle parole si deve passare ai fatti per tutelare concretamente l’incolumità di chi svolge il suo lavoro con sacrificio e passione>.

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