Due milioni e 400 mila euro. È questa la somma che il Comune di Vibo Valentia rischia di perdere definitivamente dopo la revoca del finanziamento regionale destinato al progetto “Luci nelle periferie”. Una vicenda che ora entra nel terreno del contenzioso amministrativo: la Giunta guidata dal sindaco Enzo Romeo ha deciso di affidare a un legale esterno, Domenico Sorace, l’incarico di valutare le iniziative necessarie per tutelare l’Ente e, in particolare, l’eventuale ricorso al Tar.
Il punto contestato riguarda la documentazione presentata dal Comune nella candidatura. Nel corso del riesame disposto dalla Regione, anche alla luce dei ricorsi presentati al Tar dai Comuni di Catanzaro, Rosarno e Montalto Uffugo, sarebbe emersa l’assenza della dichiarazione del Rup, documento espressamente richiesto dal bando a pena di inammissibilità.
Una contestazione che pesa 2,4 milioni
Non si tratta quindi di un dettaglio marginale. La mancanza di un documento considerato essenziale dal bando ha prodotto l’esclusione del progetto vibonese dal finanziamento. E qui sta il punto politicamente e amministrativamente più delicato della vicenda: capire come sia stato possibile arrivare alla presentazione della candidatura senza quella dichiarazione. Il riesame regionale è stato avviato dopo che, nei ricorsi contro gli atti della procedura, era stata sollevata anche una presunta disparità di trattamento tra le candidature. Il Comune di Catanzaro, infatti, aveva contestato la propria esclusione per la mancata produzione di un documento analogo, mentre la proposta arrivata da Vibo era stata inizialmente ammessa.
Adesso la partita si sposta al Tar
L’amministrazione comunale ha già provato a far valere le proprie ragioni nel procedimento di autotutela, depositando controdeduzioni e documentazione integrativa. La commissione regionale, però, ha confermato l’inammissibilità. Ora Palazzo Luigi Razza valuta il ricorso al Tar. Una scelta che apre inevitabilmente una seconda partita: non più soltanto quella relativa al finanziamento, ma anche quella sulla responsabilità amministrativa e sulle procedure che hanno portato alla presentazione della candidatura. L’Esecutivo ha scelto di affidarsi a un avvocato esterno perché i legali interni dell’Ente risultano già costituiti nel giudizio promosso dal Comune di Catanzaro. La decisione consente dunque all’amministrazione di affrontare il contenzioso con una difesa dedicata.
Ma resta il dato centrale: Vibo Valentia si trova a dover difendere davanti al giudice amministrativo un finanziamento da 2,4 milioni di euro dopo una contestazione che riguarda proprio la documentazione presentata per ottenerlo. Ed è su questo passaggio, prima ancora che sul ricorso al Tar, che sarebbe necessario fare piena chiarezza.



