“Non sono incandidabile e non c’è alcun rischio di nuovo scioglimento del comune, connesso alla mia candidatura. Certo, avrei preferito rimettermi a disposizione della mia Città da sindaco uscente e non dissolto ma, superata ormai questa fase che considero tra le più brutte e tristi della mia vita e della nostra comunità, mi sento sostenuto dall’entusiasmo sempre più palpabile della stragrande maggioranza dei cittadini e consapevole della bontà del lavoro intrapreso e del vero e proprio miracolo messo in atto negli anni scorsi. Per questo mi ripresento oggi con lo stesso sorriso di sempre, con la stessa voglia di fare, con le stesse passione e forza e con una visione chiara, ripartendo dai punti di non ritorno di quello che è stato il riconosciuto Modello Tropea, ma immaginando adesso una nuova stagione, per un futuro ancora più bello”.
Può essere sintetizzato così il messaggio principale che Giovanni Macrì ha lanciato nel corso della prima di una serie di interviste in diretta social che – ha annunciato lo stesso candidato a sindaco per Forza Tropea – proseguiranno fino alle elezioni del 24 e 25 maggio, per condividere con cittadine e cittadini quell’entusiasmo e quelle energie indispensabili per ambire a traguardi diversi ed ulteriori da conquistare insieme, a partire – ha scandito a più riprese – da un maggiore equilibrio.
Più attenzione al benessere dei residenti
Ed è stata proprio equilibrio, la parola d’ordine, la bussola e l’obiettivo più volte ribaditi da Macrì nel corso dell’intervista condotta dal comunicatore Lenin Montesanto; equilibrio tra crescita economica, qualità della vita e benessere sociale della comunità; equilibrio tra sviluppo della destinazione turistica e vivibilità; equilibrio tra economia e crescita sociale; equilibrio tra prestigio esterno e benessere interno per i residenti; “perché – ha spiegato Macrì – è e sarà doveroso compensare con benefici, tutti i sacrifici di quanti vivono a Tropea non una settimana di vacanza ma 12 mesi l’anno”.
Stop confusione
Bisogna però smantellare subito dal confronto politico ed elettorale, che dovrà concentrarsi solo nel merito di risultati e progetti, almeno tre fantasmi che – così ha esordito Macrì – regie di infimo livello stanno tentando di insinuare invano nella cittadinanza, con una profonda disonestà e con una evidente volontà di fare confusione, di disinformare e di inquinare che stanno procurando dispiacere.
Macrì: “Nessun rischio scioglimento”
“Non vi è all’orizzonte – ha precisato – alcuna ipotesi o rischio di nuovo scioglimento del comune connesso alla mia ricandidatura. Nessuno. Gli scioglimenti, chiamati in causa solo per creare equivoci, riguardano l’ente e non la persona e conseguono, sempre qualora ne ricorrano le condizioni, solo al termine di un procedimento che prende avvio, come è noto a tutti, con una commissione d’accesso. Un procedimento dunque autonomo, ipotetico e del tutto sganciato dalle elezioni e dagli eletti”.
“Non sono incandidabile”
“Io non sono affatto incandidabile – chiarisce Macrì smontando ogni assurda congettura in merito. Non lo sono oggi e non lo sarò in modo automatico – aggiunge – ma, sempre se dovesse concludersi negativamente il relativo procedimento in corso avviato su istanza del Ministero, solo al termine degli eventuali e successivi tre gradi di giudizio, dal primo all’appello fino alla Cassazione, con la successiva ed eventuale presa d’atto da parte del futuro Consiglio Comunale, su futura istanza del Prefetto. Un percorso, quindi, non solo complesso, molto lungo ed eventuale ma allo stato privo di ogni fondamento ed il cui qualsiasi esito lontano negli anni – chiarisce – in ogni caso sono sin da ora pronto a rispettare, accompagnando in modo ordinato l’azione amministrativa”.
L'”inutile” lista degli impresentabili
Il terzo fantasma lo svela lo stesso Macrì annunciando di essere forse il primo e l’unico candidato ad anticipare la sua prossima iscrizione nella inutile lista degli impresentabili, secondo i criteri del codice di autoregolamentazione dei partiti, stilata e diffusa ad ogni tornata elettorale dalla commissione parlamentare antimafia; un vero e proprio rituale mediatico, basato su norme – ha ironizzato – che boccerebbero anche in Iran, che distribuisce solo presunti marchi di eticità, che non ha alcun valore e che, come si denuncia ormai da decenni, serve solo a produrre gogne e condizionamenti delle campagne elettorali. “I miei concittadini – ha concluso Macrì – hanno tutti gli strumenti per misurare e decidere sulla mia persona, dal punto di vista etico e della legalità”.


