L’operazione condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia, sotto il coordinamento della Dda di Catanzaro, ha squarciato il velo di silenzio su una lunga e drammatica stagione di sangue nel territorio calabrese. Tra le pieghe delle indagini, emerge la ricostruzione dell’omicidio di Filippo Ceravolo, il giovane di appena 19 anni di Soriano Calabro la cui vita venne spezzata 14 anni fa. Sulla vicenda è intervenuto il Movimento Agende Rosse, gruppo provinciale di Catanzaro “Paolo Borsellino”, che ha espresso profonda gratitudine agli investigatori per il lavoro svolto. La svolta giudiziaria rappresenta non solo un atto dovuto, ma un segnale di speranza per l’intero comprensorio.
Il sostegno alla famiglia Ceravolo
In una nota, il Movimento ha voluto indirizzare un pensiero speciale a Martino Ceravolo, padre della vittima: “Esprimiamo la più sincera e commossa vicinanza a Martino, che da 14 anni lotta instancabilmente per la ricerca della verità”. Quella di Martino Ceravolo è stata una battaglia solitaria e coraggiosa, portata avanti con la dignità di chi non ha mai accettato l’idea che la morte del figlio restasse un mistero irrisolto o un “danno collaterale” della violenza criminale.
“Nessun posto è sbagliato per morire”
Il Movimento ha ribadito l’impegno a restare al fianco della famiglia, auspicando che questo nuovo capitolo investigativo possa finalmente chiudere una ferita aperta da oltre un decennio. “Continueremo a sostenere Martino e la sua famiglia – concludono le Agende Rosse – con la speranza che da oggi si possa scrivere una storia diversa, portatrice di verità e giustizia. Non esiste un posto sbagliato per morire, ma il posto giusto per vivere”.


