Non si tratta di un semplice sollecito, ma di una vera e propria radiografia del rischio quella messa nero su bianco dalla Cisl Fp Calabria. In una dettagliata relazione inviata ai piani alti della sanità regionale – dal commissario di Azienda Zero al dirigente generale del Dipartimento Salute, fino al governatore Roberto Occhiuto – il sindacato traccia un quadro a tinte fosche della Centrale Operativa Sud, il “cuore” del 118 che dovrebbe coordinare il soccorso d’urgenza per le province di Catanzaro, Vibo Valentia e Reggio Calabria.
L’accorpamento
A finire nel mirino c’è la tenuta del nuovo assetto organizzativo post-riforma. Secondo Luciana Giordano (segretaria regionale), Antonio Curcillo (coordinatore professioni sanitarie) e Giuseppe Rubino (politiche contrattuali), il modello attuale sarebbe “di fatto impraticabile”. La denuncia è netta: le condizioni di lavoro avrebbero superato il limite della sostenibilità, mettendo a repentaglio non solo la salute psicofisica degli operatori, ma gli stessi standard minimi di sicurezza per l’utenza.
Centrale Sud: una “trincea” con metà organico
I numeri riportati nella nota sindacale descrivono una situazione al limite del paradosso: consolle dimezzate (delle quattro postazioni operative previste, spesso due vengono soppresse per mancanza di personale); multitasking forzato (un singolo operatore si ritroverebbe a dover gestire contemporaneamente il dispatching, la flotta dei mezzi e, talvolta, anche il Creli, l’elisoccorso regionale); presenza medica “episodica” (la consolle sanitaria, pilastro del coordinamento clinico, non sarebbe garantita con continuità). Il risultato? Un carico di lavoro che sta svuotando i reparti: la Cisl segnala un boom di richieste di trasferimento da parte di personale “esausto e demotivato”, impossibilitato a recuperare lo stress accumulato tra un turno e l’altro.
Ambulanze in officina e postazioni chiuse
Il blackout non riguarderebbe solo la “regia” di Catanzaro, ma anche i “muscoli” del sistema sul territorio. La nota sindacale punta l’indice contro lo stato dei mezzi: i guasti meccanici alle ambulanze sarebbero ormai “all’ordine del giorno”. Questa carenza di veicoli funzionanti, unita alla cronica mancanza di medici e infermieri, starebbe portando alla chiusura temporanea di diverse postazioni territoriali. Una situazione grottesca che vedrebbe, in alcuni casi, gli operatori presenti in postazione ma impossibilitati a intervenire perché il mezzo è fermo in officina.
L’incognita estate
L’allarme della Cisl Fp arriva con un tempismo preciso. Con l’avvicinarsi della stagione estiva – che in Calabria comporta un aumento esponenziale della popolazione e dei flussi turistici – il timore è che il sistema possa implodere definitivamente. Il sindacato chiede un tavolo di confronto immediato con la Regione: senza un piano straordinario di assunzioni e un rinnovo del parco mezzi, la “Centrale Sud” rischia di restare un progetto ambizioso sulla carta, ma un incubo operativo nella realtà quotidiana dei cittadini.


