Un quadro assistenziale “drammatico”, segnato da “carenze strutturali e tempi d’attesa che mettono quotidianamente a rischio le vite dei cittadini”. È la fotografia scattata da Cosimo Limardo, vicepresidente e segretario nazionale del Dipartimento Diversamente Abili del Partito Unione Nazionale Italiana nonché presidente dell’Associazione “Don Gnocchi Voglia di Vivere”, e da Giuseppina Gaglianò, dirigente del Dipartimento Disabili e Femminile per la regione Calabria, all’interno di un’istanza urgente formale inviata al ministro della Salute, Orazio Schillaci, e al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto. L’iniziativa punta i riflettori sullo stato di profonda sofferenza in cui versa la rete dell’emergenza-urgenza e dell’assistenza primaria nella provincia di Vibo Valentia, nel resto del territorio regionale e in diverse aree del Paese.
“I sottoscritti – spiegano i promotori nell’incipit del documento – rivolgono la presente istanza per sottoporre alla Vostra attenzione la drammatica e insostenibile situazione in cui versa il sistema di emergenza-urgenza sanitaria e di assistenza primaria, con particolare riferimento ai Comuni della provincia di Vibo Valentia, della Regione Calabria e, più in generale, di diverse aree del territorio nazionale”.
Le motivazioni: ritardi nei soccorsi e vite a rischio
“Troppo spesso si registrano ritardi inaccettabili nell’arrivo dei soccorsi — con tempi di attesa che superano i 50 minuti — causati dalla carenza strutturale di ambulanze medicalizzate e di personale sanitario (medici e infermieri) capillarmente distribuito sul territorio”, denunciano Limardo e Gaglianò. “Tali ritardi – proseguono i firmatari – si traducono purtroppo, in casi sempre più frequenti, nella perdita inaccettabile di vite umane, come è successo tante volte a Nicotera, Vibo Valentia, Catanzaro e in altre città, vite che potrebbero essere salvate con un intervento tempestivo”.
Le tre richieste formali a Ministero e Regione
Per arginare quella che è definita un’emergenza non più rinviabile, la nota sollecita l’adozione immediata di interventi precisi, chiedendo in primo luogo di “garantire la presenza capillare di ambulanze con medico e infermiere a bordo, promovendo un piano straordinario affinché ogni Comune (o aggregazione ottimale di Comuni) della provincia di Vibo Valentia e dell’intera Calabria sia dotato di un mezzo di soccorso avanzato (ambulanza medicalizzata) attivo 24 ore su 24, abbattendo drasticamente i tempi di intervento”. In secondo luogo viene invocata una “riorganizzazione del servizio di Guardia Medica (Continuità Assistenziale), per garantire l’effettiva operatività dei presidi di continuità assistenziale H24 e prevedere idonei meccanismi di sostituzione/supporto in caso di uscite per visite domiciliari, evitando che la sede rimanga del tutto guarnita o inaccessibile nei momenti di bisogno”.
Infine, i promotori sollecitano l'”integrazione dei Medici di Medicina Generale nell’emergenza di prima istanza e tutela del cittadino, disponendo protocolli chiari affinché, in casi di comprovata emergenza e momentanea assenza del medico di guardia o dei mezzi 118, i Medici di Medicina Generale operanti sul territorio siano tenuti a prestare il primo soccorso indifferibile. Si richiede inoltre la puntuale applicazione delle sanzioni disciplinari e l’eventuale segnalazione agli Ordini professionali competenti nei casi di ingiustificato rifiuto di atti d’ufficio o omissione di soccorso”.
Il richiamo alla Costituzione
“Riteniamo che la tutela della salute e la tempestività dei soccorsi costituiscano diritti fondamentali e inalienabili garantiti dalla Costituzione Italiana (art. 32), che non possono essere compressi da carenze organizzative o burocratiche”, rimarcano con forza i rappresentanti territoriali. “Certi di un Vostro autorevole e tempestivo intervento a tutela della vita di tutti i cittadini, si porgono distinti saluti”, concludono i promotori dell’istanza Limardo e Gaglianò.



