Emergenza-urgenza, protesta dei sindacati a Catanzaro: servizi allo stremo

La mobilitazione ha acceso i riflettori sulle difficoltà del sistema 118 e dei pronto soccorso calabresi. I sindacati chiedono un confronto istituzionale e interventi su organizzazione, dotazioni e condizioni lavorative del personale

Criticità organizzative, carenza di personale, mezzi obsoleti, revoca dell’indennità di Pronto soccorso. Questi alcuni dei temi, riguardanti i servizi di emergenza-urgenza, sollevati dai sindacati della sanità Nursing Up, Usb e Fsi-Usae, che si sono riuniti questa mattina in presidio a Catanzaro in piazza Prefettura.

Regna il caos

“I servizi di emergenza-urgenza sono allo stremo”, dice Vittorio Sacco, referente sanità in Calabria per l’Usb. C’è – prosegue – un caos amministrativo reale sulle Pet (Postazione di emergenza territoriale) del 118. Ci sono mezzi obsoleti nonostante i contratti fatti per acquistarne di nuovi. Il rimando che abbiamo dalle postazioni è che questi mezzi, di fatto, non ci sono. Ci sono quelli vecchi con centinaia di migliaia di chilometri alle spalle che non riescono a garantire né tempi di intervento giusti, congrui, né la sicurezza dei lavoratori che sono su questi mezzi”.

Altro nodo da sciogliere, secondo l’Usb, riguarda l’indennità di Pronto soccorso: “Il dipartimento Tutela della salute della Regione Calabria ha revocato – afferma Sacco – a tutto il personale afferente al Seu 118 l’indennità di Pronto soccorso, che percepivano fino a poco tempo fa. Questo è fortemente ingiusto. Queste indennità hanno una loro razionalità dovuta al fatto che spesso sia i lavoratori del Pronto soccorso sia quelli del 118 sono i più esposti ad aggressioni, improperi, da parte dell’utenza, sono quelli che hanno uno stress lavoro-correlato molto più forte perché, spesso, sono impiegati in pratiche salvavita e tempo-dipendenti. Pensiamo che questa indennità debba essere reintegrata”.

I malumori

“Il passaggio, l’accorpamento, dei lavoratori del Seu 118 ad Azienda Zero – sottolinea Sacco – sta provocando molti malumori tra i lavoratori che, in questo momento, non hanno garanzie sul proprio futuro. Molti di questi lavoratori, infermieri e medici, stanno rifiutando il passaggio. C’è il rischio concreto che durante l’estate ci siano Pet scoperte. La carenza di mezzi sta costringendo gli infermieri in servizio per il Sistema sanitario regionale e nazionale a salire su delle ambulanze private”. “C’è anche – secondo Sacco – un eventuale danno erariale. Paghiamo due volte: un’ambulanza che non riesce a partire perché è rotta e l’infermiere del pubblico che sale su una Pet privata che è pagata a parte e dovrebbe fare tutt’altro tipo di servizio”.

Sulla stessa linea di pensiero Stefano Sisinni, segretario regionale Nursing Up: “Oggi lo slogan è ‘Vogliamo rispetto’. Togliere l’indennità di Pronto soccorso ai lavoratori del servizio emergenza 118 significa non avere rispetto per questi lavoratori”. “Scendiamo in piazza anche per i disservizi che sono percepiti dalla popolazione. Abbiamo cercato in tutti i modi – osserva Sisinni – di far presente la necessità di costituire un tavolo tecnico per affrontare tutte le criticità ma non siamo stati ascoltati. Ci sono Pet senza personale che restano chiuse, ambulanze ferme, non ci sono protocolli, c’è un fuggi fuggi dal servizio di emergenza urgenza”.

“Si convochi un tavolo”

“La riforma non funziona. Invitiamo – conclude Sisinni – i responsabili, il presidente Occhiuto, il dirigente generale del dipartimento di Tutela della salute di prendere atto di questa situazione, di convocare un tavolo dove sedersi tutti ragionando sulla situazione grave che persiste”. Domani è prevista la convocazione dei sindacati in Prefettura per la procedura di raffreddamento, dopo che Nursing Up, Usb e Fsi-Usae, hanno proclamato lo stato di agitazione del personale dei Pronto soccorso, compresi gli operatori del servizio di emergenza-urgenza territoriale 118 e quelli dei Pronto soccorso ostetrico-ginecologici e pediatrici. (Ansa)

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