Fabrizia, allarme della Corte dei Conti: il Comune è a rischio dissesto, cittadini verso la stangata fiscale

L’ex consigliere Domenico Demasi denuncia gravi irregolarità finanziarie: oltre 4 milioni di residui attivi, anticipazioni di tesoreria non restituite e controlli carenti sull’evasione tributaria

“Fabrizia sull’orlo del dissesto”. È questo il quadro preoccupante che emerge dalle delibere del consiglio comunale relative alla gestione finanziaria del Comune montano delle Serre vibonesi nel periodo 2021-2024. A portare la questione all’attenzione pubblica è stato l’ex consigliere comunale Domenico Demasi, che denuncia una situazione economico-contabile definita allarmante. Secondo quanto evidenziato dalla Corte dei Conti, le irregolarità contestate all’amministrazione sarebbero tali da far “prefigurare il concreto rischio di dissesto finanziario dell’ente”, con conseguenze pesanti per cittadini e famiglie.

Residui attivi per oltre 4 milioni

Il dato ritenuto più critico riguarda i residui attivi, che ammontano a 4.113.097,71 euro. Si tratta di somme che risultano formalmente dovute al Comune ma che, nei fatti, appaiono difficilmente recuperabili. La magistratura contabile avrebbe inoltre contestato il ricorso “sistematico e reiterato” all’anticipazione di tesoreria, strumento che dovrebbe essere utilizzato solo per temporanee carenze di liquidità e restituito entro la fine dell’esercizio finanziario. Circostanza che, secondo quanto riportato, nel Comune di Fabrizia non sarebbe avvenuta, trasformando di fatto tali anticipazioni in debiti.

Fondi PNRR e gestione delle risorse vincolate

Tra le anomalie segnalate figurerebbe anche la gestione delle entrate a destinazione vincolata. La Corte dei Conti avrebbe infatti accertato che le risorse provenienti dal PNRR “non sono state correttamente registrate nella cassa vincolata”, in violazione delle norme vigenti. Si tratta di fondi europei che avrebbero dovuto essere custoditi separatamente e destinati esclusivamente agli interventi per cui erano stati assegnati.

Recupero evasione quasi assente

Altro elemento critico riguarda il contrasto all’evasione tributaria. Dall’analisi della Corte emergerebbe infatti “la pressoché totale assenza di un’efficace azione di recupero”, con accertamenti ritenuti “ridottissimi o del tutto assenti” per diverse categorie di entrate comunali. Le contestazioni della magistratura contabile, viene sottolineato, “non sono mere questioni formali”, ma potrebbero configurare “potenziali profili di responsabilità amministrativo-contabile” per amministratori e responsabili finanziari dell’ente.

L’affondo dell’ex consigliere Demasi

A rendere pubblica la vicenda è stato Domenico Demasi, eletto nell’unica lista alle passate elezioni e dimessosi poco dopo denunciando “mancanza di trasparenza e di rispetto delle procedure amministrative”. “I cittadini di Fabrizia non sanno che a loro insaputa si sta correndo il rischio del dissesto finanziario che graverà sulle loro tasche”, afferma Demasi. L’ex consigliere lancia poi un duro monito sulle possibili conseguenze: “Il dissesto finanziario di un Comune non è un’astratta categoria contabile. Per i cittadini significa concretamente aumento di tutte le imposte e tasse comunali ai massimi di legge, blocco delle assunzioni, riduzione dei servizi e gestione commissariale che per anni toglierebbe ai cittadini il controllo democratico sulla propria amministrazione”.

“Per un piccolo comune montano già in difficoltà demografica ed economica – conclude – le conseguenze potrebbero essere devastanti”.

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