Festa dell’Arma, orgoglio calabrese a Roma: la storia del comandante Paludi sul palco con Insinna

Il maresciallo originario di Rossano, già in servizio a Locri, ospite d'onore a Villa Borghese. Al centro del panel il suo straordinario intervento di sensibilità e ascolto verso un giovane affetto da autismo

Nel giorno in cui la Calabria ha ospitato a Reggio Calabria la cerimonia ufficiale del 212° anniversario di fondazione dell’Arma dei Carabinieri, un altro calabrese si è ritagliato uno spazio da protagonista nella Capitale. Si tratta del maresciallo capo Alfredo Paludi, 41 anni, originario di Rossano, oggi comandante della Stazione Carabinieri di Villasanta, in provincia di Monza e Brianza. Invitato dal Comando Generale, ha partecipato al Villaggio Arma allestito a Villa Borghese nell’ambito delle iniziative aperte al pubblico per la ricorrenza.

L’area ospita stand espositivi dedicati alle numerose attività dei Carabinieri e uno spazio convegnistico con incontri e testimonianze. Tra questi, il panel ‘L’Arma per il sociale’, moderato dal conduttore televisivo Flavio Insinna, al quale sono intervenuti anche Nico Acampora, fondatore di PizzAut, e Marco Fida, giovane con disturbo dello spettro autistico al centro della vicenda che ha portato Paludi sul palco romano.

La storia

Tutto nasce dal furto di un marsupio subito dal ragazzo, conclusosi con il recupero dell’oggetto da parte dei Carabinieri. L’episodio ha però assunto un significato particolare per il modo in cui è stato affrontato: a essere valorizzata dal Comando Generale non è stata soltanto l’efficacia dell’intervento, bensì la capacità di comprendere le esigenze di una persona fragile, instaurando un rapporto fondato su ascolto, rispetto e attenzione.

È stato proprio questo aspetto al centro della testimonianza portata da Paludi davanti al pubblico del Villaggio Arma: raccontare come, accanto alle attività operative e investigative, il lavoro quotidiano dei Carabinieri possa tradursi in un concreto sostegno a chi vive situazioni di particolare vulnerabilità.

Per il sottufficiale calabrese si tratta di un percorso professionale costruito anche nella sua terra d’origine: tra il 2010 e il 2015 ha prestato servizio all’Aliquota Operativa e al Nucleo Investigativo del Comando Gruppo Carabinieri di Locri, maturando una significativa esperienza investigativa in uno dei territori più complessi della regione.

La sua partecipazione all’evento romano rappresenta così un motivo di orgoglio per Rossano e per l’intera Calabria. La storia del comandante Paludi ha ricordato come il ruolo dei Carabinieri non si esaurisca nel contrasto alla criminalità, ma comprenda anche una dimensione fatta di vicinanza, sensibilità e cura verso i cittadini più fragili.

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