“In merito alla notizia sulla revoca del finanziamento relativo al progetto ‘Luce nelle Periferie’, è doveroso chiarire i contorni di una vicenda che si sta tentando di strumentalizzare per fini politici”. Lo dichiara Lorenza Scrugli, assessore alle Politiche sociali del Comune di Vibo Valentia, precisando da una parte l’errore materiale commesso e dall’altra la ferma chiusura a qualsiasi offesa nei confronti dell’ente.
Un progetto straordinario
“‘Luce nelle Periferie’ era e resta un progetto straordinario, di una portata che va ben oltre qualche semplice intervento”, spiega Scrugli. “Un meccanismo di supporto totalizzante verso quelle periferie che fino ad oggi sono rimaste davvero ai margini e la cui predisposizione è stata appositamente affidata ad un tecnico esperto incaricato all’esito di un Avviso pubblico, tante e tali erano le competenze richieste; incarico che, tra l’altro, non gravava sul bilancio comunale in quanto le spettanze allo stesso sarebbero derivate esclusivamente dall’approvazione del progetto medesimo, come previsto ed indicato in percentuale prestabilita dal bando originario”.
“È una premessa che ritengo doveroso fare, perché so bene quanto e che lavoro c’è stato dietro la realizzazione del progetto, il coinvolgimento di tantissimi partner – dalle Università calabresi alle Asp, dalle associazioni agli altri enti locali – e una enorme mole di documenti prodotti. Davanti a tutto ciò, non possiamo certamente nascondere l’amarezza, noi per primi, nel prendere atto di questa revoca”.
La ricostruzione dell’iter
L’assessore ricostruisce nel dettaglio il percorso che ha portato alla revoca. “Dobbiamo però evidenziare che la stessa giunge all’esito di un percorso già definito e durato oltre un anno, che ha visto in prima istanza una graduatoria provvisoria pubblicata a dicembre 2025 da parte della Regione; alla stessa sono seguiti una serie di ricorsi da parte degli enti esclusi, la cui disamina ha condotto la Regione ad emanare una graduatoria definitiva dopo oltre cinque mesi, a fine maggio 2026, dove Vibo risultava ammessa e classificata al terzo posto a livello regionale, quindi beneficiaria del finanziamento”.
“Nei giorni successivi, la Regione ritiene, a bontà del suo operato, di presentare i progetti nel corso di una conferenza stampa alla quale ha partecipato anche Vibo Valentia, facendo seguire la stipula della convenzione per i Comuni ammessi entro la data del 14 luglio. A questa segue immediatamente la richiesta di anticipazione del 20% delle somme e la comunicazione di avvio attività”.
Il ricorso di Catanzaro e la revoca
“Solo a seguito di un ulteriore ricorso presentato da Catanzaro, la commissione riesamina il progetto di Vibo Valentia e nota la mancanza di un documento ritenuto essenziale. Il 27 luglio la Regione invita il Comune a chiarire entro 10 giorni la propria posizione. Chiarimenti che il Comune presenta appena 4 giorni dopo, il 31 luglio. Solo il 3 settembre la Regione si pronuncia, revocando il finanziamento”.
Gli atti a tutela dell’ente
“In questa fase il Comune ha avviato tutte le verifiche necessarie predisponendo gli atti per tutelare l’interesse dell’ente e dei cittadini in primis, incluso il ricorso al TAR qualora dovesse rendersi possibile”, sottolinea l’assessore.
Il no alle offese
Scrugli conclude respingendo con fermezza le critiche mosse in questi giorni: “Comprendiamo il ruolo dell’opposizione ed anche quello della stampa, ma non possiamo accettare quanto letto in questi giorni su ‘una macchina comunale deserta’ e quant’altro. Offese gratuite e inconcepibili per chi lavora ogni giorno e spende ogni energia per tentare di portare avanti idee e progetti per il bene della collettività”.



