Al Palasport di Lamezia Terme si è celebrato il primo congresso regionale di Forza Italia in Calabria, un appuntamento politico che ha segnato non solo la riconferma unanime del deputato e candidato sindaco di Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro, ma anche l’avvio di una nuova fase per il partito azzurro nella regione. Una mozione unitaria ha sancito la continuità della guida politica di Cannizzaro, in una giornata che ha visto la presenza dei principali dirigenti nazionali e regionali del partito: dal vicepremier e segretario nazionale Antonio Tajani al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, passando per Stefania Craxi, Paolo Zangrillo, l’eurodeputata Giusy Princi e i parlamentari calabresi del partito.
Il congresso ha rappresentato un momento di compattezza interna ma anche di confronto politico su identità, diritti, immigrazione e prospettive future del centrodestra.
Tajani rilancia l’identità liberale degli azzurri
Nel suo intervento, Antonio Tajani ha ribadito con forza la collocazione politica e culturale di Forza Italia, richiamando l’eredità di Silvio Berlusconi e definendo il partito “cristiano, liberale, riformista, garantista, europeista e atlantista”. Il segretario nazionale ha raccolto lo stimolo lanciato da Roberto Occhiuto sulla necessità di rafforzare il profilo liberale del centrodestra, definendo il confronto interno “un elemento positivo”. Tajani ha parlato di un partito che deve continuare a difendere le libertà economiche e sociali, il diritto al lavoro, alla casa, alla salute e alla permanenza dei giovani nelle proprie terre, soffermandosi anche sulla necessità di garantire salari equi alle donne e dignità ai detenuti.
Un passaggio importante è stato dedicato alla democrazia interna: Tajani ha ricordato di avere rinunciato alla nomina diretta dei coordinatori regionali per consentire agli iscritti di scegliere i propri dirigenti attraverso i congressi. “Un partito non è una caserma”, ha detto il leader azzurro, rivendicando il valore del dibattito e del pluralismo interno.
Nel corso del congresso si è affrontato anche il tema dell’immigrazione e della sicurezza, con Tajani che ha invitato a distinguere tra legalità e propaganda, commentando anche il dibattito nazionale apertosi dopo i recenti fatti di cronaca. Più volte, durante gli interventi, è emersa la volontà di costruire un centrodestra moderno, capace di parlare ai giovani e di affrontare senza rigidità ideologiche le trasformazioni sociali ed economiche del Paese.
Occhiuto: non sono interessato alla carriera politica
Roberto Occhiuto, intervenendo a margine del congresso, ha spiegato di non essere interessato a nuovi incarichi politici ma di voler continuare a rappresentare “uno stimolo” all’interno di Forza Italia e della coalizione. Il governatore calabrese ha insistito sulla necessità di introdurre “più riformismo e più liberalismo” nel dibattito del centrodestra, sottolineando come spesso la coalizione venga percepita dai giovani come troppo legata a vecchi schemi culturali. Occhiuto ha inoltre affrontato il tema dell’immigrazione in chiave economica e sociale, evidenziando il problema dello spopolamento e della mancanza di manodopera in diversi comparti produttivi calabresi. “La Calabria e il Sud rischiano fenomeni sempre più intensi di desertificazione”, ha avvertito, sostenendo la necessità di politiche capaci di coniugare integrazione, lavoro e legalità.
Mangialavori e la riconferma di Cannizzaro
Tra gli interventi più politici anche quello del deputato Giuseppe Mangialavori, che ha parlato di una Calabria profondamente cambiata negli ultimi anni grazie al lavoro del governo regionale guidato da Roberto Occhiuto. Mangialavori ha rivendicato i risultati ottenuti dal centrodestra alla guida della Regione, sostenendo che la Calabria abbia finalmente avviato una stagione di rilancio amministrativo e politico dopo anni difficili. Nel suo discorso ha inoltre richiamato il ruolo storico di Silvio Berlusconi e la necessità di continuare a portare avanti i valori fondanti di Forza Italia.
Il congresso di Lamezia Terme ha così confermato una leadership e consolidato gli equilibri interni del partito, ma ha anche evidenziato quanto la sfida politica per Forza Italia in Calabria sia ancora aperta. Dalla sanità al lavoro, passando per infrastrutture, giovani e spopolamento, restano molti i nodi da affrontare in una regione che continua a chiedere risposte concrete.
La riconferma di Francesco Cannizzaro arriva dunque in un momento cruciale: il consenso raccolto negli ultimi anni rappresenta una base importante, ma il percorso politico e amministrativo degli azzurri calabresi è soltanto all’inizio.


