“Accogliamo con grande soddisfazione la chiusura e l’archiviazione del procedimento relativo al progetto agrivoltaico ‘Pizzo-Vinci’, previsto nella Piana degli Scrisi per una potenza superiore ai 45 MW. Per il momento viene meno una trasformazione che avrebbe inciso profondamente su uno dei paesaggi storici e agricoli più delicati del territorio. È una buona notizia, ma non è ancora il momento di considerare definitivamente chiusa la vicenda”. Lo dichiara Antonio Montesanti, Coordinatore Regionale Calabria di Archeoclub d’Italia.
Non una bocciatura nel merito
“È importante precisare che non si tratta di una bocciatura nel merito: il procedimento si è arrestato per la persistente incompletezza della documentazione presentata dal proponente e per il mancato superamento delle carenze istruttorie rilevate dagli uffici competenti”, spiega Montesanti. “Restano quindi pienamente valide le ragioni che, come Archeoclub d’Italia, abbiamo evidenziato riguardo al valore storico, archeologico, paesaggistico, agricolo e geologico della Piana degli Scrisi: un territorio frequentato dall’uomo per millenni, attraversato da antiche direttrici viarie, ricco di testimonianze archeologiche e caratterizzato da un paesaggio agrario ancora leggibile, nel quale si conserva anche la coltivazione del grano antico Rosìa”.
La possibilità di una nuova istanza
“Accogliamo dunque con soddisfazione l’archiviazione dell’attuale procedimento, consapevoli però che la vicenda potrebbe non essere definitivamente conclusa. La stessa Regione chiarisce infatti che una nuova istanza potrebbe essere presentata e che, in quel caso, le osservazioni potranno essere riproposte, integrate e aggiornate”, precisa il coordinatore regionale.
L’impegno per un vincolo di tutela
“Archeoclub continuerà pertanto a vigilare ed a sostenere studi ed iniziative affinché per la Piana degli Scrisi si avvii un procedimento di vincolo e tutela. Siamo favorevoli alla transizione energetica, ma riteniamo che gli impianti debbano essere localizzati nelle aree realmente idonee, senza sacrificare paesaggi che costituiscono un patrimonio culturale e ambientale non riproducibile”.
Un territorio da custodire
“La Piana degli Scrisi non è uno spazio vuoto da riempire sulla carta di un progetto. È un territorio nel quale ogni collina, ogni tracciato antico, ogni testimonianza archeologica e ogni coltura raccontano una storia lunga millenni. La transizione energetica deve costruire il futuro senza cancellare ciò che il passato ci ha consegnato”, aggiunge Montesanti.
“Oggi possiamo essere soddisfatti: questo procedimento è chiuso e la Piana degli Scrisi, per ora, è salva. Ma proprio la possibilità che il progetto venga ripresentato ci impone di mantenere alta l’attenzione. Se accadrà, Archeoclub sarà nuovamente presente, con le proprie osservazioni e con le ragioni della tutela”.
“Perché difendere la Piana degli Scrisi non significa opporsi al futuro: significa impedire che, per costruirlo, si cancelli un paesaggio che non potrà mai essere ricostruito”, conclude il Coordinatore Regionale Calabria di Archeoclub d’Italia.



