Italia Nostra APS – Sezione di Vibo Valentia ha preso parte nel pomeriggio di ieri all’iniziativa di aggregazione e mobilitazione organizzata a Maierato dall’Associazione Contadini di Maierato, presieduta da Vincenzo Griffo, contro il progetto dell’impianto agrivoltaico denominato “Pizzo Vinci”.
Nel corso dell’incontro, il presidente della sezione vibonese di Italia Nostra, Alessandro Caruso Frezza, ha sottolineato la necessità di costruire una strategia condivisa tra tutti i soggetti pubblici, privati e portatori di interessi collettivi contrari al progetto.
Le osservazioni
“L’unione fa la forza – ha affermato – ma la forza, per essere incisiva e vincente, ha bisogno di una strategia. La strategia deve coordinare e mettere in moto in maniera sincronica tutti i soggetti contrari all’impianto ‘Pizzo Vinci’, con l’obiettivo di promuovere una partecipazione procedimentale fatta di centinaia e centinaia di osservazioni davanti alla Regione Calabria”.
Secondo Italia Nostra, una mobilitazione ampia consentirebbe di evidenziare “la presenza di una molteplicità di interessi prioritari, convergenti seppur differenziati”, che il progetto andrebbe a compromettere qualora ottenesse le autorizzazioni previste.
L’associazione precisa inoltre che “il termine in scadenza il prossimo 30 luglio riguarda esclusivamente le pubbliche amministrazioni coinvolte nel procedimento regionale, chiamate a verificare la completezza della documentazione presentata dal proponente in relazione ai provvedimenti di propria competenza. La fase dedicata alla presentazione delle osservazioni da parte dei soggetti privati e dei portatori di interessi collettivi – evidenzia ancora Italia Nostra – non è invece ancora iniziata. Sarà proprio in quel momento che, secondo l’associazione, dovranno essere depositate le osservazioni contrarie al progetto”.
La parte iniziale
La strategia illustrata nel corso dell’assemblea “prevede inoltre che, una volta aperta la fase partecipativa, sia avanzata anche una richiesta di inchiesta pubblica nell’ambito del procedimento autorizzativo”. Per Italia Nostra “la mobilitazione è soltanto agli inizi e punta alla tutela di una parte del territorio calabrese di straordinaria connotazione identitaria, ambientale e agricola di pregio”.
In conclusione, l’associazione esprime infine una valutazione fortemente critica anche sul progetto presentato, sostenendo che sia stato redatto “con la solita tecnica del ‘copia e incolla’ e con il solito espediente della ‘reticenza’ e del ‘falso ideologico innocuo'”, elementi che, secondo Italia Nostra, consentirebbero di “affilare le armi della tutela legale” e di guardare con ottimismo a un possibile rigetto dell’iniziativa.



