Furti alla Cittadella regionale, un allarme che non può più essere ignorato

Il Palazzo simbolo del potere politico calabrese, rassomiglia sempre più a un fortino da espugnare: non solo per la criminalità locale ma anche come riflesso di una povertà sociale diffusa

L’ennesimo furto alla Cittadella regionale dimostra la povertà sociale in cui vive questa Calabria. Nella roccaforte della politica, super controllata con telecamere e servizi di guardiania, non è la prima volta che ignoti riescono a entrare negli uffici e a impossessarsi di attrezzature informatiche e non solo. Un gesto da poveracci che racconta, però, tutta la fragilità di un sistema di sicurezza evidentemente inefficace.

Un fortino assediato

Un fortino assediato

La Cittadella regionale rassomiglia ogni giorno che passa a un fortino da espugnare. Un luogo che, anziché rappresentare uno spazio istituzionale aperto e sicuro, appare sempre più come un obiettivo per le comunità rom della zona e per la criminalità locale, accomunate – seppur per dinamiche diverse – da un disagio sociale profondo che trova sfogo anche in gesti predatori. Il furto alla Cittadella regionale non può più essere considerato un semplice fatto di cronaca. A lanciare l’allarme è il dirigente del sindacato Csa-Cisal, Gianluca Tedesco, che parla di un “ennesimo campanello d’allarme su gravi criticità nella sicurezza dei luoghi di lavoro”.

Cresce la preoccupazione

Una situazione che “desta forte preoccupazione tra i dipendenti” e che, secondo il sindacato, “non può e non deve più essere sottovalutata”. La sensazione diffusa è quella di lavorare in un contesto sempre meno sicuro, nonostante l’importanza strategica della sede. Nella mattinata di lunedì 5, a seguito della segnalazione di alcuni dipendenti della Uoa “Transizione digitale” del Dipartimento per la Programmazione unitaria, ubicata all’ottavo piano della Cittadella regionale, sono intervenuti i militari dell’Arma dei carabinieri per accertare un nuovo furto.

Ringraziamento all’Arma 

Il sindacato Csa-Cisal ha espresso un “ringraziamento all’Arma dei carabinieri, la cui professionalità e attenzione hanno consentito di verificare con rigore ogni circostanza dell’accaduto, assicurando il corretto svolgimento delle indagini e garantendo un immediato supporto ai lavoratori coinvolti”. Dai primi riscontri è emerso che ignoti hanno forzato cinque armadi e sottratto un computer portatile HP ProBook, strumento di lavoro abilitato anche per lavoratori con disabilità. La gravità del furto – sottolinea il sindacato – non riguarda soltanto il valore economico del bene, ma soprattutto il ruolo fondamentale che tale strumento riveste per l’attività lavorativa quotidiana e per l’inclusione nei luoghi di lavoro.

Una lunga scia di furti

Negli ultimi mesi, negli stessi uffici, si sono verificati ulteriori furti di materiale informatico essenziale: una telecamera professionale per videoconferenze, un hard disk contenente dati di lavoro e diverse periferiche, come mouse e webcam, indispensabili per lo svolgimento delle attività quotidiane. Elementi che rendono ormai evidente come non si tratti di episodi isolati né casuali. Il problema, però, non riguarda esclusivamente gli uffici. Anche le autovetture dei dipendenti e dei visitatori, parcheggiate nelle aree esterne della Cittadella, risultano frequentemente oggetto di furti o danneggiamenti.

Sistema di sicurezza da rivedere

Una situazione che evidenzia una “criticità complessiva del sistema di sicurezza” e che “richiede interventi coordinati, sia negli spazi interni sia nelle aree esterne”. Il Csa-Cisal chiede che “venga fatta piena luce sull’episodio, individuando eventuali responsabilità e le falle nel sistema di controllo” e invoca provvedimenti immediati “per la sicurezza di tutti”.

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