C’è un dato che non può essere aggirato né ridotto a una semplice notizia per addetti ai lavori, in questo caso per i soli operatori dell’informazione: il riconoscimento internazionale ottenuto dalla Gazzetta del Sud non riguarda solo la qualità grafica di un prodotto editoriale, ma investe direttamente il suo ruolo storico e identitario. Perché la Gazzetta non è – e non è mai stata – soltanto un giornale di Messina o di una parte della Sicilia. Dal 1952 è, a pieno titolo, il giornale dei calabresi.
L’Award of Excellence alla SND47 Creative Competition, assegnato dalla Society for News Design, certifica un lavoro di rinnovamento che ha saputo coniugare modernità e riconoscibilità. Non è un passaggio scontato in un tempo in cui molte testate inseguono modelli standardizzati, perdendo identità. Qui, invece, la scelta è stata diversa: evolvere senza smarrirsi.
A traghettare il giornale verso il futuro c’è una guida chiara e riconoscibile: Lino Morgante, presidente, amministratore e direttore editoriale, motore del rinnovamento. Accanto a lui Giuseppe Ilacqua, vicepresidente e memoria storica, presidio di continuità e conoscenza profonda dell’identità del giornale. E poi il direttore Antonino Rizzo Nervo, intellettuale, figura di prestigio e professionalità, capace di muoversi nel solco della tradizione senza rinunciare alla qualità e al rigore del giornalismo contemporaneo.
A tradurre le idee grafiche è stato Sergio Juan. E’ stato lui a fare digerire il concetto che il giornale non è solo impaginazione, è orientamento; uno strumento per aiutare il lettore a distinguere, capire, scegliere in maniera agevole.
Non solo grafica, ma responsabilità editoriale
Ridurre questo riconoscimento a una questione estetica sarebbe un errore. Il design dell’informazione è parte integrante del giornalismo: incide sulla gerarchia delle notizie, sulla leggibilità. In questo, il lavoro sulla Gazzetta del Sud assume un valore più ampio, perché interviene su una testata che ha un rapporto quotidiano e profondo con il territorio calabrese. Una comunità che da decenni si riconosce nelle sue pagine non chiede soltanto notizie, ma affidabilità. Il rinnovamento, allora, diventa anche una prova di equilibrio: cambiare senza tradire.
Tradizione e futuro, la sintesi che fa la differenza
Ma oggi emerge con ancora più chiarezza un elemento decisivo: si tratta di un giornale dalle radici profonde, che ha saputo guardare avanti senza rinnegare sé stesso. Non un semplice restyling, dunque, ma la dimostrazione che anche una testata con una lunga tradizione può innovare mantenendo intatta la propria identità. Il premio internazionale arriva “da lontano”, si legge nell’edizione online del giornale, ma illumina qualcosa di molto vicino: il valore di un giornale che continua a essere punto di riferimento. In un panorama mediatico frammentato e spesso effimero, questo riconoscimento assume un significato preciso. Non celebra solo una nuova veste grafica, ma conferma una credibilità costruita nel tempo.
Ed è proprio questa la notizia più rilevante: la Gazzetta del Sud cambia forma, ma resta sostanza. E continua, con maggiore chiarezza, a svolgere il suo ruolo: raccontare la Calabria ai calabresi.
(Nella foto in alto, da sin.: Giuseppe Ilacqua, Lino Morgante e Antonino Rizzo Nervo)


