La candidatura di Domenico Giannetta alle elezioni suppletive di Reggio Calabria con Futuro Nazionale (leggi qui) continua ad alimentare il confronto politico. Dopo la presa di posizione del presidente della Regione Roberto Occhiuto, che ha dichiarato Giannetta fuori dalla maggioranza di centrodestra, arrivano le reazioni di Enzo Bruno, consigliere regionale e capogruppo di Tridico Presidente, e di Ernesto Alecci, capogruppo del Pd in Consiglio regionale.
Per Bruno, la vicenda rappresenta un elemento di “forte frattura” all’interno della coalizione che sostiene Occhiuto. “Altro che maggioranza granitica: è bastata la candidatura di Domenico Giannetta con Roberto Vannacci per aprire una crepa profonda nel centrodestra calabrese”, afferma.
Bruno: “Dal granito alla ghiaia”
Il capogruppo di Tridico Presidente richiama anche le recenti dichiarazioni del collega Orlandino Greco, che aveva descritto la maggioranza come un “blocco compatto e indistruttibile”, evidenziando invece le “divisioni dell’opposizione”. Bruno replica con ironia: “Evidentemente quella sera la prova di stabilità era stata effettuata a luci spente: oggi è bastata una candidatura per trasformare il granito in ghiaia”. Secondo il consigliere regionale, il “peso politico” di Giannetta rende la vicenda “particolarmente significativa”. “Non è un consigliere marginale o un esponente periferico della coalizione”, sottolinea Bruno, ricordando il suo ruolo di capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale e la sua esperienza maturata in quattro legislature. La decisione di candidarsi con Futuro Nazionale e la conseguente esclusione dalla maggioranza, secondo Bruno, sarebbero quindi il “segnale di una rottura politica più ampia”.
“Tensioni e malumori non si possono più nascondere”
Il capogruppo di Tridico Presidente interpreta la candidatura come la manifestazione di tensioni e riposizionamenti già presenti nel centrodestra. “La maggioranza di Occhiuto perde pezzi sotto i colpi dei giochi di potere, delle ambizioni personali e delle promesse non mantenute”, sostiene. Bruno rivendica inoltre la compattezza dell’opposizione, citando in particolare la battaglia contro l’introduzione della figura dei sottosegretari e quella che definisce la “moltiplicazione delle poltrone”.
Alecci: “Certificato il fallimento politico di Occhiuto”
Sulla stessa vicenda interviene anche Ernesto Alecci, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, secondo il quale la candidatura di Giannetta avrebbe “certificato il fallimento politico del presidente della Regione”. Alecci definisce Giannetta “uno dei suoi più stretti collaboratori e fedele luogotenente in Consiglio regionale” e interpreta la sua scelta come una “dimostrazione dell’incapacità del governatore di mantenere compatta la maggioranza”. Secondo il capogruppo dem, la coalizione sarebbe fondata più su “prebende e contropartite politiche” che sulla condivisione di un progetto per la Calabria.
Il nodo dei rapporti con Futuro Nazionale
Alecci contesta inoltre la presa di distanza di Occhiuto da Vannacci e da Giannetta, ricordando i rapporti politici presenti in altre realtà calabresi. “A Crotone e Lamezia già governano con Futuro Nazionale”, afferma il consigliere regionale, sostenendo che la posizione assunta dal presidente della Regione evidenzi ulteriormente le contraddizioni interne alla coalizione. Per Alecci, “alzare, quindi, solo sui giornali un muro contro Vannacci e ‘vannacciani’ non fa altro che dimostrare ancora di più le profonde crepe di questo muro”.
“I calabresi hanno bisogno di chiarezza”
Le due prese di posizione convergono sulla richiesta di maggiore chiarezza politica. Bruno sposta l’attenzione anche sui problemi della regione, citando sanità, dissesto e fragilità dei territori, servizi insufficienti e giovani costretti a lasciare la Calabria. “I calabresi non hanno bisogno di assistere alla resa dei conti nella maggioranza. Hanno bisogno di un governo concentrato sui loro problemi”, conclude. Alecci, dal canto suo, ribadisce che “oggi più che mai i calabresi hanno bisogno di chiarezza e di coerenza”.




