“Gocce calabresi”, la Dante Alighieri di Vibo trasforma l’acqua in cultura: giovani protagonisti tra letteratura, miti e tutela della Costa degli Dei

Presentato il progetto promosso dal Comitato vibonese della Società Dante Alighieri: un percorso tra lingua, ambiente e identità calabrese per riscoprire il patrimonio del territorio e coinvolgere le nuove generazioni

L’acqua non è soltanto una risorsa da tutelare è una sorgente vivente dalla quale, da millenni, sgorgano storie, miti e identità. Con questa idea è nato “Gocce calabresi. L’acqua fonte di cultura”, il progetto presentato dal Comitato di Vibo Valentia della Società Dante Alighieri nella sala del 501 Hotel, promosso nell’ambito del Bando Nazionale per le erogazioni liberali 2026. Obiettivo del progetto è coinvolgere i giovani in un percorso immersivo che unisce la grande letteratura italiana alla riscoperta dei miti classici e alla tutela del patrimonio ambientale calabrese. L’intento è chiaro: trasformare l’eredità culturale della regione in una forza capace di attrarre e appassionare le nuove generazioni, non come reperto da museo, ma come risorsa viva e attiva.

La presentazione ha evidenziato la capacità del Comitato di mettere in rete le eccellenze locali. Sotto la presidenza di Filippo Prestia e con la moderazione di Angela Crisafi segretaria, il tavolo dei relatori ha visto convergere esperienze e discipline diverse, tutte orientate a valorizzare il territorio. Giovanna Esposito, socia e ideatrice del progetto, ha illustrato il percorso didattico previsto: laboratori e attività che porteranno i giovani a riscoprire i “miti e scrittori e poeti sommersi”, intrecciando narrazione mitologica e brani della grande letteratura italiana in percorsi formativi esperienziali.

Ambiente, istituzioni e legalità

La serata ha assunto maggiore rilievo quando la letteratura ha dialogato con la realtà naturalistica e istituzionale. Interventi di rilievo sono arrivati da Raffaele Greco, presidente dell’Ente Parchi Marini della Calabria, e da Giuseppe Paolillo del Wwf Vibo Valentia, che hanno richiamato l’attenzione sull’importanza di tutelare i fondali della Costa degli Dei come componente centrale dell’identità locale.

Il tenente di vascello in sostituzione del comandante della Capitaneria di Porto di Vibo Valentia Marina, Guido Avallone, ha ribadito il legame tra salvaguardia ambientale, legalità e sicurezza del mare, rafforzando il messaggio che proteggere l’ambiente significa proteggere la comunità stessa. Anche la socia Antonella Moschella ha contribuito al dibattito con un intervento conclusivo.

Lingua e ambiente: un legame inscindibile

Uno degli spunti emersi con forza è stata l’impossibilità di separare la tutela dell’ambiente dalla tutela della lingua e della memoria culturale. Difendere i paesaggi naturali significa conservare anche il linguaggio e le storie che li hanno abitati. L’acqua unisce ciò che la geografia divide: crea percorsi, traccia itinerari, scava la roccia così come la parola scritta e orale che scava l’animo umano. La Calabria è un ecosistema unico di storia, natura e cultura che i nostri giovani sempre piu assorbiti mentalmente dai social devono imparare a conoscerli per poi difenderli.

Sulla locandina dell’evento campeggiavano versi di Lucrezio: «È dolce accostarsi alle fonti intatte e attingervi l’acqua». La Dante Alighieri di Vibo Valentia ha voluto riaprire simbolicamente quella fonte, lanciando ai giovani un invito chiaro: non restate in superficie, immergetevi nella profondità della vostra storia. Le “gocce” del progetto si animeranno da marzo a dicembre 2026 con corsi di lingua, itinerari letterari e percorsi formativi concreti. Il flusso è avviato: Vibo Valentia è pronta a cavalcare l’onda.

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