Il mare della Calabria continua a far discutere. Da una parte i risultati diffusi da Goletta Verde di Legambiente, dall’altra i dati ufficiali dell’Arpacal. Due letture profondamente diverse che stanno alimentando un acceso confronto proprio nel momento di maggiore afflusso turistico. A ricostruire con equilibrio la vicenda è la Gazzetta del Sud in un articolo a firma di Antonio Ricchio, che mette in evidenza come il vero tema non sia soltanto la contrapposizione tra numeri, ma la necessità di affrontare definitivamente il problema della depurazione.
Due monitoraggi, risultati molto diversi
Secondo quanto scrive Antonio Ricchio, Goletta Verde sostiene che su 23 punti monitorati ben 16 siano risultati fortemente inquinati e altri 8 inquinati, mentre solo nove sarebbero rientrati nei parametri previsti. Al contrario, i controlli istituzionali eseguiti dall’Arpacal descrivono un quadro decisamente diverso: il 97% delle acque di balneazione risulta conforme e il 93% è classificato con qualità “eccellente”. Una distanza che, inevitabilmente, ha alimentato polemiche e interrogativi.
Il punto centrale resta la depurazione
L’analisi della Gazzetta del Sud invita però ad andare oltre lo scontro tra dati. Il problema principale continua ad essere rappresentato dalla depurazione e dagli scarichi che raggiungono il mare attraverso fiumi, torrenti e canali. Le criticità segnalate da Goletta Verde riguardano infatti, nella maggior parte dei casi, proprio le foci dei corsi d’acqua, mentre Arpacal ricorda che il monitoraggio ufficiale delle acque di balneazione segue criteri diversi, stabiliti dalla normativa europea, con controlli ripetuti durante l’intera stagione e basati su serie storiche di dati.
Regione e Arpacal difendono il sistema di controllo
Nel servizio richiamato dalla Gazzetta del Sud viene ricordata anche la posizione della Regione Calabria, che respinge l’immagine di un mare diffusamente inquinato e sottolinea gli investimenti programmati sul fronte della depurazione. La Regione parla di circa 200 interventi previsti sul sistema depurativo e fognario, finanziati con 175 milioni di euro, ribadendo che i dati ufficiali fotografano una situazione complessivamente positiva per la balneazione.
Servono controlli sempre più efficaci
Nella sua analisi, Antonio Ricchio richiama l’attenzione sulla necessità di evitare sia facili allarmismi sia rassicurazioni eccessive. La tutela del mare richiede monitoraggi rigorosi, trasparenza nella comunicazione e soprattutto interventi strutturali sugli impianti di depurazione e sulle reti fognarie. Perché, al di là della contrapposizione tra le rilevazioni di Goletta Verde e quelle dell’Arpacal, la vera sfida resta impedire che gli scarichi raggiungano il mare. Solo così sarà possibile garantire un ambiente più sano, tutelare la salute dei cittadini e preservare una delle principali risorse economiche della Calabria: il turismo balneare.



