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I cantieri del Pnrr tra ritardi e disagi: lavori infiniti nel cuore della città (video)

I cantieri del Pnrr tra ritardi e disagi: lavori infiniti nel cuore della città (video)

Via Luigi Razza, piazza Maio e via De Gasperi: stessi lavori, stessa impresa, stesso ritardo. La pioggia di fondi europei si è trasformata in un temporale di disagi per cittadini e commercianti

A Vibo Valentia i cantieri non finiscono mai. O, meglio, non finiscono davvero. Da mesi il centro cittadino è un dedalo di transenne, buche e deviazioni. Sulla carta, tutto fila liscio: il rifacimento di via Luigi Razza, la riqualificazione di piazza Maio – per tutti piazza Michele Morelli – e il restyling di via Alcide De Gasperi procedono sotto la stessa tabella di marcia, con lo stesso importo contrattuale e una data di completamento ormai superata: il 7 novembre 2024. Ma la realtà racconta un’altra storia.

Pochi operai, si procede a rilento

Tre cantieri, un solo nome: Genovese Costruzioni Srl. Stessa impresa, stessi problemi. Gli operai – pochi, a detta di molti – si dividono tra le varie zone come in un gioco di prestigio: oggi qui, domani là, dopodomani forse altrove. I lavori vanno a rilento, rallentati da mancanza di personale e da una gestione che definire disorganizzata è un eufemismo. Eppure, dopo l’ennesima protesta dei commercianti, qualcosa si è mosso. Come per magia, gli operai si sono “moltiplicati”. Tre al lavoro nella centralissima via Luigi Razza, gli altri impegnati in via De Gasperi. La storica piazza Maio, invece, è tecnicamente pronta, ma ancora chiusa: nessuna data di apertura, nessuna spiegazione ufficiale.

La protesta dei commercianti

Intanto, i commercianti contano le perdite e misurano la pazienza. C’è chi, nonostante tutto, conserva un briciolo di ottimismo e spera in una riapertura della strada entro fine marzo del prossimo anno. Ma è un ottimismo fragile, quello che resiste tra i disagi quotidiani, il traffico impazzito e le vetrine vuote. La pioggia di milioni del Pnrr, che avrebbe dovuto portare sviluppo e decoro urbano, si è trasformata in un temporale di disagi. A Vibo, più che benefici, resta un paesaggio di lavori a metà, transenne sbiadite e cartelli che non dicono nulla. Un simbolo amaro di come, ancora una volta, la burocrazia e la lentezza abbiano sommerso le buone intenzioni. In poche parole, pozzanghere di inefficienza e amarezze.

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