Il Castello Ruffo di Nicotera torna al centro del dibattito pubblico. Lo storico maniero, tra i simboli più rappresentativi della città, è stato messo in vendita con una base d’asta di 3,8 milioni di euro, una notizia che ha riacceso il confronto sul futuro di un bene che per decenni ha rappresentato il cuore della vita culturale e istituzionale del territorio. L’annuncio, pubblicato anche in diverse lingue straniere, apre infatti la strada a potenziali investitori internazionali interessati a trasformare la struttura in una residenza di lusso, un resort, una location per eventi o una struttura ricettiva.
Un patrimonio della comunità
Tra i primi a intervenire è l’ex assessore comunale Federico Polito, che lancia un appello alle istituzioni affinché il Castello sia acquisito da un ente pubblico. Per Polito il maniero non può essere considerato un semplice immobile da collocare sul mercato, ma rappresenta un patrimonio identitario che appartiene alla storia di Nicotera e dell’intero comprensorio. Il Castello, infatti, nel corso degli anni ha ospitato il Museo della Civiltà Contadina, il Museo Archeologico, il Museo di Petrografia, la caserma dei Carabinieri, uffici comunali e una sala convegni, diventando un punto di riferimento culturale, istituzionale e sociale per generazioni di cittadini.
La richiesta alle istituzioni
L’ex amministratore invita il sindaco ad avviare un confronto con la Regione Calabria, il Ministero della Cultura e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per verificare la possibilità di un’acquisizione pubblica del complesso monumentale. Secondo Polito è necessario aprire un tavolo istituzionale capace di individuare strumenti finanziari e progettuali per salvaguardare il Castello Ruffo e restituirlo definitivamente alla comunità, trasformandolo in un grande polo culturale e turistico.
Una risorsa per il futuro
L’idea è quella di valorizzare il maniero attraverso musei, esposizioni permanenti, manifestazioni culturali, convegni ed eventi, integrandolo in un progetto di sviluppo che colleghi il centro storico, il patrimonio naturalistico, il mare e le produzioni tipiche del territorio. Per Polito non si tratta soltanto di preservare un edificio di straordinario valore storico, ma di difendere l’identità di Nicotera e costruire nuove opportunità di crescita economica e turistica. Da qui l’appello rivolto a Comune, Regione, Soprintendenza e Ministero affinché prevalga una visione condivisa e il Castello Ruffo continui a rappresentare un bene pubblico, simbolo della memoria collettiva e leva di sviluppo per le future generazioni.





