Impresa sotto minaccia, reagisce e fa scattare l’arresto. Due uomini fermati per estorsione aggravata dal metodo mafioso

Un imprenditore cosentino denuncia richieste di denaro legate ai cantieri di Bisignano. Le indagini coordinate dalla procura antimafia portano all’arresto dei presunti estorsori

Un imprenditore edile di Cosenza ha avuto il coraggio di denunciare richieste estorsive e, grazie alla collaborazione con le forze dell’ordine, ha permesso l’arresto di due uomini accusati di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i fatti risalgono a tre appalti vinti dall’impresa nel comune di Bisignano. In uno dei cantieri, Emanuele Apuzzo si sarebbe presentato chiedendo denaro a sostegno dei “carcerati”, minacciando implicitamente l’imprenditore.

Gli incontri con l’estorsore

Gli incontri con l’estorsore

Grazie a un piano concordato con le autorità, l’imprenditore ha registrato due incontri con l’estorsore e ha consegnato una somma di 3.000 euro in banconote segnate. Appena intascato il denaro, Apuzzo è stato bloccato dai carabinieri di Rende. Nel meccanismo dell’estorsione, secondo gli investigatori, sarebbe stato coinvolto anche Davide Naccarato, che avrebbe agevolato l’incontro in cambio di 500 euro.

Il provvedimento del Gip

I due sono stati arrestati in esecuzione di un’ordinanza del Gip distrettuale di Catanzaro. L’inchiesta è stata condotta sotto il coordinamento del procuratore antimafia Salvatore Curcio e del pm Corrado Cubellotti, in stretta collaborazione con la procura di Cosenza guidata da Vincenzo Capomolla.

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