Incendio doloso nel perimetro della scuola: colpito il cantiere della mensa alla Buccarelli

Attentato incendiario nel rione Affaccio a Vibo Valentia. Ancora una volta l'istituto paga l’assenza di sicurezza: anni di appelli ignorati, furti, vandalismi e richieste formali rimaste lettera morta

Un attentato incendiario è stato messo a segno nella notte ai danni della ditta impegnata nella realizzazione della nuova mensa all’interno della scuola Buccarelli di Vibo Valentia, nel quartiere Affaccio. Le fiamme hanno colpito il cantiere allestito nel cortile dell’istituto, richiamando sul posto gli agenti della Squadra Mobile. Un episodio grave, l’ennesimo, che riaccende i riflettori su una scuola da decenni esposta a furti, danneggiamenti e atti vandalici, in un contesto di totale assenza di adeguate misure di sicurezza. La Buccarelli ospita classi della scuola primaria e della secondaria di primo grado ed è guidata dalla dirigente scolastica Mimma Cacciatore. Proprio dalla preside arriva un racconto che va ben oltre la cronaca di una singola notte.

Una scuola senza difese

“La scuola, formalmente, non è ancora in possesso dell’area del cantiere – spiega la dirigente – perché si tratta di lavori seguiti dal Comune. È vero che il cantiere si trova nel cortile dell’istituto, ma al momento non abbiamo le chiavi né comunicazioni ufficiali sull’accaduto”. L’intervento per la mensa rientra nei finanziamenti del Pnrr, destinati al prolungamento del tempo scuola. Un’opera importante, attesa da anni, che ora si ritrova al centro di un atto criminale che rischia di rallentarne l’esecuzione. Ma il punto, per la dirigente, è un altro: la vulnerabilità strutturale dell’edificio.

Un porto di mare da tanti anni

“Da quando è stata costruita questa scuola – e parliamo di decenni – tutti i dirigenti scolastici, nessuno escluso, hanno chiesto, supplicato, scritto, implorato la realizzazione di una recinzione adeguata”, afferma la dirigente senza mezzi termini. La Buccarelli, spiega, è di fatto “un porto di mare”: chiunque può entrare, di giorno e soprattutto di notte. Vandali e ladri hanno avuto campo libero per anni, approfittando dell’assenza di barriere, sistemi di allarme, telecamere e dispositivi antintrusione. “Siamo stati lasciati alla mercé dei vandali e dei ladri. Furti notturni ce ne sono stati tanti, tutti denunciati. Eppure nessuno ha mai voluto intervenire in modo strutturale”.

Pec, segnalazioni, appelli: tutto ignorato

Nel corso degli anni, racconta la dirigente, sono state inviate decine e decine di comunicazioni formali: pec, note ufficiali, richieste reiterate a tutte le amministrazioni comunali che si sono succedute. “Tutti i dirigenti, prima di me e me compresa, siamo arrivati a piegarci in ginocchio, a mani giunte, per chiedere la messa in sicurezza della scuola. Mai una risposta concreta”. Una situazione che oggi presenta il conto, con un attentato che colpisce non solo un cantiere, ma l’intera comunità scolastica.

Allarme che non può più essere ignorato

L’incendio della scorsa notte rappresenta un salto di qualità preoccupante. Non si tratta più soltanto di vandalismi o furti occasionali, ma di un gesto doloso che colpisce un’opera pubblica destinata ai bambini e ai ragazzi della città. “Senza recinzione, senza allarmi, senza telecamere – conclude la dirigente – saremo sempre esposti. Sempre vulnerabili”. Ora la palla torna alle istituzioni. Perché dopo settant’anni di richieste rimaste inascoltate, l’ennesimo episodio di violenza dentro una scuola rischia di trasformarsi in una responsabilità politica e amministrativa impossibile da eludere.

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