Inclusione a scuola, il Consiglio regionale della Calabria premia il liceo “Volta” di Reggio Calabria

Il presidente Salvatore Cirillo ha accolto a Palazzo Campanella gli studenti della 4ª D, protagonisti di una straordinaria storia di accoglienza nei confronti di Ahmad, giovane rifugiato siriano. Annunciata l'intenzione di istituire borse di studio per valorizzare la cittadinanza attiva tra i giovani
liceo scientifico "Alessandro Volta" di Reggio

“I gesti di solidarietà, accoglienza e responsabilità dei nostri ragazzi non possono restare episodi isolati. Vanno riconosciuti, valorizzati e sostenuti, anche attraverso borse di studio e premi per scuole e studenti che si distinguono per inclusione e cittadinanza attiva”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Salvatore Cirillo, accogliendo al Polo culturale “Mattia Preti” di Palazzo Campanella la classe 4ª D Scienze applicate del liceo scientifico “Alessandro Volta” di Reggio Calabria, accompagnata dai docenti e dalla dirigente scolastica Marisa Monterosso.

La testimonianza di Ahmad Al Abd

L’incontro, nato da una proposta dell’Ufficio di Gabinetto e promosso dal presidente Cirillo, prende le mosse da una storia di accoglienza e crescita condivisa emersa durante “Storie di Vita”, iniziativa dell’Associazione Donne reggine ospitata a palazzo Campanella. In quell’occasione monsignor Fortunato Morrone e il procuratore Roberto Di Palma avevano ascoltato la testimonianza di Ahmad Al Abd, giovane studente siriano arrivato in Calabria dopo un percorso segnato dalla guerra, prima in Siria e poi in Libano. Al centro dell’encomio, il modo in cui la classe ha saputo accogliere Ahmad con naturalezza, sensibilità e spirito di comunità, ma anche l’arricchimento umano e culturale che la sua storia ha portato ai compagni e alla scuola.

“Desidero ringraziare il liceo Volta, la dirigente Monterosso, la coordinatrice professoressa Messineo e tutti i miei insegnanti — ha detto Ahmad — che mi hanno sostenuto lungo il mio percorso, insegnandomi tanto e trattandomi con grande gentilezza, come se fossi uno dei loro figli. Ringrazio anche i miei compagni di classe, che mi hanno fatto sorridere e ridere, aiutandomi a distogliere la mente dal mio passato difficile. Sono profondamente grato allo Stato italiano e al popolo italiano, che mi hanno dato questa straordinaria opportunità di sfuggire alla guerra e vivere una vita sicura e stabile. Spero in futuro di poter ricambiare questo grande gesto, contribuendo positivamente alla società”. (Ansa)

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