È arrivata in Municipio con qualche minuto di ritardo, ma con un aggiornamento che ha cambiato il tono della giornata. Simona Scarcella, sindaco di Gioia Tauro, dopo aver lasciato ieri la Prefettura di Reggio Calabria con evidente sconforto, questa mattina si è presentata davanti alla stampa per comunicare di aver ricevuto il provvedimento che dispone le misure di tutela richieste per lei e per la sua famiglia.
La decisione arriva dopo il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica riunito ieri in Prefettura, mentre proseguono le attività investigative sulle pesanti intimidazioni ricevute dal primo cittadino. Un quadro che resta riservato, ma che ha portato all’adozione di specifiche misure di protezione.
Tutela h24 per il sindaco e la famiglia
“Mi è stato notificato un provvedimento che, in considerazione delle attività di indagine che sono in corso, ha carattere strettamente riservato”, ha spiegato Scarcella. Il sindaco ha però voluto rendere pubblico il punto centrale della decisione: “Sono molto contenta perché mi è stata accordata la tutela a me e alla mia famiglia h24”. Un provvedimento che, nelle parole del sindaco, rappresenta una risposta concreta alle richieste avanzate nei giorni scorsi e che le consente di affrontare con maggiore serenità una situazione diventata particolarmente delicata.
“Ringrazio Prefetto, Questore e Forze dell’ordine”
Scarcella ha quindi rivolto un ringraziamento ai vertici delle istituzioni coinvolte: “Ringrazio i componenti del Comitato di ordine pubblico e sicurezza, il prefetto, il signor Questore, i comandanti della Guardia di finanza e dei carabinieri, perché hanno valutato le mie istanze e mi è stato accordato quello che avevo chiesto”. Il sindaco ha voluto poi chiarire un aspetto che, ha sottolineato, è stato riportato in maniera diversa da quanto da lei dichiarato: “Contrariamente a quanto dichiarato oggi da Gazzetta del Sud, io non avevo mai richiesto la scorta”.
“Non volevo una scorta per i miei ragazzi”
La scelta, ha spiegato Scarcella, nasce soprattutto dalla volontà di tutelare la normalità della vita familiare: “Ritenevo che fosse un provvedimento di carattere punitivo nei confronti dei miei ragazzi, che devono avere il diritto ad avere una vita il più possibile tranquilla e normale”. La richiesta del sindaco, dunque, era orientata verso altre forme di tutela, quelle che oggi afferma di aver ottenuto. “Avevo chiesto altre forme di tutela che mi sono state pienamente accordate e quindi mi sento sicuramente molto più serena”, ha concluso.
Dopo le tensioni e lo sconforto con cui aveva lasciato ieri la Prefettura, oggi Scarcella torna dunque a parlare pubblicamente con una certezza in più: le istituzioni hanno disposto misure di tutela per lei e per la sua famiglia, mentre sul fronte delle intimidazioni continuano le attività investigative, coperte dal riserbo.



