IusArtelibri – Premio Il Ponte della Legalità, al via la sedicesima edizione al Senato: diciotto opere premiate tra diritto, memoria civile e letteratura internazionale

Dal cuore delle istituzioni parte il festival che unisce giustizia e cultura. Premiati romanzi, saggi e biografie che raccontano coraggio, diritti e responsabilità collettiva, con una forte presenza di autori calabresi impegnati nella legalità

È iniziata ieri, nella Sala Isma del Senato della Repubblica, la sedicesima edizione del Festival IusArtelibri – Premio Il Ponte della Legalità, appuntamento ormai centrale nel panorama culturale italiano per la sua capacità di intrecciare il mondo del diritto con quello dell’arte e della letteratura. A definirlo “la realtà più eversiva del panorama culturale italiano” è stato il presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, Federico Mollicone, sottolineando il coraggio di un format che rompe gli schemi tradizionali e costruisce una contaminazione feconda tra giurisprudenza, narrazione e impegno civile.

Quest’anno sono 18 le opere selezionate, unite dal filo conduttore ispirato alla celebre frase di Primo Levi, “Non c’è futuro senza memoria”, tema che attraversa romanzi, saggi e biografie capaci di restituire valore alla storia, alla coscienza collettiva e alla speranza civile.

Romanzi e saggi premiati nella Selezione IusArtelibri

Sono 13 i libri vincitori della menzione “Selezione IusArtelibri” per le categorie romanzi, biografie ispirative e saggi, ai quali si affiancano cinque Premi Speciali Virtus morale, giuridica e artistica.

Tra questi figurano: Francesco. Il primo italiano di Aldo Cazzullo;  Il mio assassino di Daniel Pennac;  Nudo tra sacro e profano di Monica Marangoni; Una feroce libertà – Gisèle Halimi di Annick Cojean;  Il diritto dell’arte contemporanea, manuale giuridico di Angelo Chianale. Opere diverse per stile e provenienza, ma accomunate dalla capacità di raccontare diritti, conflitti morali, memoria storica e responsabilità individuale.

Le voci calabresi tra memoria, coraggio e giustizia

Un rilievo particolare assume l’edizione 2026 per la forte presenza di autori calabresi da anni impegnati sul fronte della legalità e dei diritti civili.

Tra i vincitori della Selezione spiccano: Marisa Manzini, magistrata, con Il coraggio di Rosa. Storia di una donna che ha ripudiato la ’ndrangheta (Rubettino); Don Ennio Stamile con Lazare. Sogni di un concasseur (Castelvecchi); Rossella Scherl con Pepi l’americano (Rubettino); Pasquale Melissari, avvocato, con il saggio Logica dell’ingiustizia. Abuso della ragione (Autonomi).  Libri che incarnano pienamente il tema della memoria come strumento di riscatto e costruzione di un futuro più giusto.

Lettura, diritto e sensibilità sociale

Ad aprire la cerimonia è stata la prolusione della poetessa Antonella Pagano, dedicata al valore della lettura come “incantamento dei luoghi e dei cuori”. Gli autori in concorso sono stati poi presentati dal Cav. Francesco Greco e dall’avv. Monica Schipani, membri del Direttivo IusArtelibri, insieme al magistrato Giorgio Orano, vincitore dell’edizione 2025 con il romanzo Little Boy. Nel loro intervento hanno rimarcato il forte valore socio-giuridico delle opere selezionate, soprattutto dei saggi, rivendicando – in un’epoca di eccessivo tecnicismo – il legame profondo tra norma giuridica e sensibilità sociale come autentico atto di libertà culturale.

Autori presenti e messaggi da tutta Italia

Nella Sala Isma erano presenti Davide Caiazzo, Marzia Roncacci, Karima Abdel Razek, Daniele Damele, Clemente Raffaele e Don Ennio Stamile. Gli autori impossibilitati a partecipare – Daniela Dawan, Civita di Russo, Fabio Pilato, Angelo Chianale, Monica Marangoni e Marisa Manzini – hanno inviato videomessaggi, mostrando con orgoglio la fascetta arancione con la dicitura “Libro vincitore Selezione IusArtelibri 2026”.

Un premio sostenuto dalle istituzioni

Il Festival e il Premio vantano da anni l’Alto Patrocinio delle Commissioni Cultura della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, della Fondazione Città del Libro – Premio Bancarella, del Centro Lunigianese di Studi Giuridici, delle Biblioteche di Roma, dei Comuni di Roma Capitale, Roccella Jonica e Pontremoli, della Provincia di Massa e della Regione Toscana, oltre al sostegno degli Ordini degli Avvocati di Roma, Reggio Calabria, Locri e Massa, della Camera Penale di Roma e dell’Associazione La Rivincita di Massa. Il Premio è inoltre abbinato al Festival della Letteratura e del Diritto della Città di Palmi, ideato dal magistrato Antonio Salvati, creando un asse culturale che unisce territori diversi nel nome della giustizia e dell’impegno civile.

Il messaggio di Federico Mollicone

Nel messaggio ufficiale inviato per l’apertura del Festival, Federico Mollicone ha ribadito che il tema “Non c’è futuro senza memoria” tocca il cuore della missione culturale del Premio. Valorizzare le radici storiche, ha sottolineato, è l’unico modo per orientarsi consapevolmente nella modernità. Attraverso questo ideale “ponte di libri”, IusArtelibri non si limita a promuovere la lettura, ma costruisce una rete capace di mappare l’identità collettiva e immaginare un futuro fondato su bellezza, diritti e dialogo tra territori.

Dalle battaglie per la dignità femminile agli omaggi a figure universali della pace e dell’umanità, il format si conferma – nelle parole del presidente – come uno dei tasselli di quel necessario “Rinascimento culturale” per la crescita del Paese.

 

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