La bonifica di Crotone, appello del Pd: le scorie non hanno colore politico

Leo Barberio: faremo una raccolta firme senza simboli di partito per non lasciare i veleni in Calabria

La bonifica dell’area industriale di Crotone è al centro del dibattito politico cittadino e si caratterizza per una apertura all’uniformità d’intenti da parte di tutte le forze politiche. Nell’assemblea pubblica organizzata dal Partito Democratico sono stati presenti diversi esponenti di forze civiche, di altri partiti e di sindacati e società civile per dire un secco no al deposito delle scorie in Calabria e per il rispetto dell’accordo preso nel 2019 con la giunta guidata dal centrosinistra.

Il segretario di federazione del PD della provincia di Crotone Leo Barberio è intervenuto durante l’assemblea proponendo una raccolta firme senza simboli di partito che unisca l’intero panorama politico in una lotta di civiltà. Ecco la sua dichiarazione: <Nel 2019, la giunta regionale guidata dal Pd era riuscita a trovare un accordo con Eni per il trasferimento le scorie in discariche specializzate situate fuori dalla regione. Tuttavia, è emerso recentemente che circa un mese fa Eni Rewind (società del gruppo Eni che è stata incaricata di realizzare la bonifica) ha richiesto al Mase l’organizzazione di una nuova conferenza dei servizi e ha dichiarato, per bocca del suo amministratore delegato, che non esistono discariche pronte per ospitare le scorie e quindi si deve valutare di costruire una nuova discarica sul territorio calabrese. – Poi prosegue –  È imperativo che i soggetti coinvolti facciano chiarezza sulle loro intenzioni e ascoltino attentamente le preoccupazioni espresse dai cittadini e dagli operatori locali. Ma durante l’assemblea di Federazione, tenutasi a Crotone, si è registrato il netto rifiuto all’idea dello smaltimento dei rifiuti all’interno della regione>. 

Il segretario di federazione del PD della provincia di Crotone Leo Barberio è intervenuto durante l’assemblea proponendo una raccolta firme senza simboli di partito che unisca l’intero panorama politico in una lotta di civiltà. Ecco la sua dichiarazione: <Nel 2019, la giunta regionale guidata dal Pd era riuscita a trovare un accordo con Eni per il trasferimento le scorie in discariche specializzate situate fuori dalla regione. Tuttavia, è emerso recentemente che circa un mese fa Eni Rewind (società del gruppo Eni che è stata incaricata di realizzare la bonifica) ha richiesto al Mase l’organizzazione di una nuova conferenza dei servizi e ha dichiarato, per bocca del suo amministratore delegato, che non esistono discariche pronte per ospitare le scorie e quindi si deve valutare di costruire una nuova discarica sul territorio calabrese. – Poi prosegue –  È imperativo che i soggetti coinvolti facciano chiarezza sulle loro intenzioni e ascoltino attentamente le preoccupazioni espresse dai cittadini e dagli operatori locali. Ma durante l’assemblea di Federazione, tenutasi a Crotone, si è registrato il netto rifiuto all’idea dello smaltimento dei rifiuti all’interno della regione>. 

Infine la proposta di raccolta firme: <In linea con questa ferma opposizione – affermano i vertici del Pd e il segretario di Federazione, Leo Barberio – avvieremo una campagna di raccolta firme, senza simboli di partito, per sottolineare la nostra posizione nei confronti delle autorità competenti. Pertanto, invito tutte le forze politiche locali a unirsi a noi in un fronte comune, al fine di assicurare il rispetto degli accordi precedentemente stabiliti>.

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