Un’attesa durata dodici anni condensata in un video sui social. Martino Ceravolo, padre di Filippo, ha rotto il silenzio subito dopo aver appreso del blitz dei Carabinieri nelle Preserre vibonesi. Le sue parole, cariche di commozione, segnano il momento più alto di una giornata che restituisce speranza alla famiglia del diciannovenne ucciso per errore in un agguato di mafia nel 2012.
“Mi hanno chiamato i carabinieri per dirmi che sono stati arrestati gli assassini di Filippo. Voglio ringraziare le forze dell’ordine, oggi è un giorno speciale”, ha detto Martino in un video mentre rientra dalla Svizzera.
Con questo messaggio, Martino Ceravolo ha voluto condividere con la comunità la fine di un lungo isolamento nel dolore. Per anni, la famiglia ha lottato affinché il sacrificio di Filippo, vittima innocente estranea alle dinamiche dei clan, non finisse nel dimenticatoio.
Tra gli indagati figurano, a vario titolo, i fratelli Rinaldo e Valerio Loielo, il cugino Rinaldino Loielo e, ancora, Alessandro Nesci e Nicola Ciconte. Le loro posizioni sono al vaglio della magistratura e per tutti vale la presunzione di innocenza.
L’inchiesta della Dda di Catanzaro ha finalmente dato un nome ai presunti responsabili dell’agguato che, secondo gli inquirenti, aveva come reale obiettivo Domenico Tassone. Per Martino Ceravolo, la svolta odierna rappresenta non solo un atto di giustizia per il figlio, ma il riconoscimento di una verità che la famiglia ha sempre gridato a gran voce.


