Dovrà essere l’autopsia, in programma oggi pomeriggio all’Istituto di Medicina Legale di Catanzaro, a fornire le prime risposte sulla morte del piccolo Alessio Pio, il bambino di un anno e pochi mesi di Zungri deceduto mercoledì all’ospedale “Pugliese” dopo un disperato tentativo dei medici di salvarlo.
L’incarico è stato conferito dalla Procura della Repubblica di Catanzaro che, subito dopo l’esecuzione dell’esame autoptico, trasmetterà gli atti alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, titolare dell’inchiesta coordinata dalla procuratrice Concettina Iannazzo.
Sequestri e acquisizione degli atti
Proseguono intanto senza sosta gli accertamenti investigativi affidati alla Squadra Mobile di Vibo Valentia. Dopo il sequestro, eseguito nella giornata di ieri, della Family Baby School di Tropea, frequentata dal bambino e da altri piccoli colpiti negli ultimi giorni da disturbi gastrointestinali, gli investigatori hanno acquisito anche tutta la cartella clinica relativa ai ricoveri del piccolo Alessio Pio. Si tratta di un passaggio ritenuto fondamentale per ricostruire con precisione il decorso clinico del bambino e verificare ogni fase dell’assistenza sanitaria prestata.
Due ricoveri allo Jazzolino
Dagli elementi raccolti emerge che Alessio Pio era stato inizialmente ricoverato all’ospedale “Jazzolino” di Vibo Valentia e successivamente dimesso. Dopo alcuni giorni, però, le sue condizioni si sono progressivamente aggravate, rendendo necessario un nuovo accesso in ospedale.
Il rapido peggioramento del quadro clinico ha quindi imposto il trasferimento urgente all’ospedale “Pugliese” di Catanzaro, dove il piccolo è stato affidato alle cure degli specialisti. Nonostante ogni tentativo terapeutico, il bambino è deceduto poche ore dopo il suo arrivo.
Gli accertamenti ancora in corso
Resta ancora da chiarire se esista un collegamento tra il decesso del bambino e i casi di malori gastrointestinali che hanno interessato altri piccoli frequentanti lo stesso asilo nido. Al momento nessuna conclusione può essere tratta e ogni ipotesi resta al vaglio degli investigatori e degli esperti incaricati dalla magistratura.
L’autopsia, gli esami microbiologici e l’analisi della documentazione sanitaria rappresentano ora i principali strumenti attraverso cui la Procura punta a ricostruire l’intera vicenda, individuando con esattezza le cause della morte del bambino e l’eventuale sequenza degli eventi che ha preceduto la tragedia.



