Proseguono le attività dell’Ufficio Misure di Prevenzione della Divisione Anticrimine della Questura di Vibo Valentia, con l’emissione di una serie di provvedimenti a carattere speciale e preventivo, sotto la direzione del questore Rodolfo Ruperti. L’obiettivo è quello di prevenire il compimento di reati da parte di individui ritenuti socialmente pericolosi, favorendo una sicurezza più solida e capillare sul territorio.
L’azione si inserisce nel quadro di un aumento dei controlli effettuati dall’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, in collaborazione con il Commissariato di Serra San Bruno e il Posto Fisso di Tropea. Tra le misure adottate nel mese di marzo, si segnala l’emissione di provvedimenti che riguardano una vasta gamma di atti, dalla prevenzione di violenza nelle manifestazioni sportive a misure più rigorose per il contrasto a crimini come il traffico di stupefacenti e i maltrattamenti in famiglia.
L’azione si inserisce nel quadro di un aumento dei controlli effettuati dall’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, in collaborazione con il Commissariato di Serra San Bruno e il Posto Fisso di Tropea. Tra le misure adottate nel mese di marzo, si segnala l’emissione di provvedimenti che riguardano una vasta gamma di atti, dalla prevenzione di violenza nelle manifestazioni sportive a misure più rigorose per il contrasto a crimini come il traffico di stupefacenti e i maltrattamenti in famiglia.
Antiviolenza
Sono stati emessi 7 Daspo, a carico di altrettanti soggetti ritenuti responsabili di atti di violenza durante eventi sportivi. Gli episodi si sono verificati in diverse date, tra cui il 17 novembre e il 15 dicembre 2024, presso lo stadio comunale di Vibo Valentia, il 12 gennaio 2025 a Parghelia e il 5 gennaio 2025 nella frazione Piscopio di Vibo Valentia. Questi provvedimenti sono stati adottati ai sensi dell’articolo 6 della legge 401/1989, per prevenire il ripetersi di atti violenti legati agli eventi sportivi.
In aggiunta, sono stati emessi 4 provvedimenti di divieto di accesso alle manifestazioni sportive, rivolti a soggetti già condannati per reati legati agli stupefacenti, o denunciati per il porto abusivo di armi. Tali provvedimenti si pongono come misura di protezione, volta a ridurre i rischi derivanti dalla frequentazione di eventi pubblici da parte di persone con precedenti di questo tipo.
Violenza di gruppo
Un altro fronte su cui l’Ufficio Misure di Prevenzione ha agito è quello della violenza di gruppo. Sono stati emessi 9 provvedimenti Dacur (Divieto di accesso ai locali di pubblico intrattenimento), nei confronti di persone coinvolte in episodi di violenza collettiva. I provvedimenti mirano a limitare l’accesso e il transito in determinate zone ritenute ad alto rischio, per evitare che si verifichino ulteriori atti di violenza.
Sicurezza pubblica
In un’ulteriore azione volta a garantire la sicurezza e l’ordine pubblico, sono stati emessi 10 provvedimenti di divieto di ritorno per soggetti sorpresi a delinquere nei comuni di Serra San Bruno, Ricadi, Polia, Tropea e Vibo Valentia. Questi provvedimenti, previsti dal cosiddetto “foglio di via” previsto dalla legge, impediscono a queste persone di fare ritorno nei comuni dove hanno creato turbative alla sicurezza pubblica.
Prevenzione e sorveglianza speciale
In linea con l’attività di prevenzione, sono stati adottati 14 avvisi orali nei confronti di soggetti che, con comportamenti persistenti, hanno messo a rischio l’ordine pubblico. Gli avvisi costituiscono una forma di richiamo alla legge, invitando i destinatari a tenere una condotta conforme ai principi di legalità.
Inoltre, sono stati proposti 4 provvedimenti di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno per persone accusate di reati di particolare allarme sociale. Tra i casi spicca inoltre quello di un soggetto accusato di maltrattamenti in famiglia, un reato che ha suscitato grande attenzione da parte delle autorità.
Maltrattamenti e violenza domestica
Sul fronte della protezione delle vittime di maltrattamenti, sono stati adottati anche 2 ammonimenti d’ufficio a carico di soggetti accusati di abusi familiari. Questi ammonimenti, previsti dalla legge 93/2013, sono stati emessi dopo l’istruttoria della Divisione Anticrimine, che ha valutato i comportamenti violenti dei soggetti coinvolti. Inoltre, è stato emesso un ammonimento ai sensi dell’art. 8 D.L. 11/2009, in risposta a una richiesta da parte della vittima di atti persecutori.